𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔! 𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱ə 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿, 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮! 𝗡𝗼 𝗼𝗶𝗹 – 𝗡𝗼 𝘄𝗮𝗿 – 𝗡𝗼 𝗯𝗼𝗿𝗱𝗲𝗿

 Siamo le lavoratrici e i lavoratori della “smart city” e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l’alternanza Scuola-Lavoro.

 Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l’ennesimo “bullshit job”.

 Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.

 Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.

💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all’emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un “𝘗𝘢𝘱𝘪” ricco che la paga.

Dopo essere stati chiamati “𝘦𝘳𝘰𝘪” per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!

❗𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮❗

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50 Sfumature di verde – incontri sulla città di Milano

Giovedì 21/4 ore 19.30 a Piano Terra presentazione del progetto “So Clichè”

“50 Sfumature di Verde” è il nuovo ciclo di incontri sulla città di Milano che a partire dal 21 aprile e fino alla fine di maggio, caratterizzerà le nostre serate del giovedì a Piano Terra. Tra greenwashing, diritto all’abitare e diritto alla città, foodification e nocività, cercheremo di smontare la narrazione dominante della metropoli, portando alla luce i costi ambientali e sociali che l’attuale modello di sviluppo di Milano implica.

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Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un lusso per pochi a spese di ambiente, territori e classi più povere

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono scomparse o silenziate dal mainstream mediatico e dal dibattito pubblico, offuscate da guerre, crisi energetica ed economica, pandemia e, sul piano locale, dall’emergenza abitativa piuttosto che dalla vicenda stadio di San Siro. La macchina organizzativa e i cantieri delle opere accessorie vanno invece avanti, come avvenuto già durante il lockdown, accelerate dal Decreto Olimpiadi e con i soldi del PNRR come salvadanaio. Ne parleremo sabato 9 ad Abbiategrasso, ospiti dei Comitati NoTangenziale che si battono da anni contro una delle opere contenute anche nel dossier olimpico. Nel pezzo che segue proviamo a fare il punto sulla vicenda, per quanto sta accadendo sui territori interessati e per l’impatto economico e ambientale che i Giochi avranno.

Chiusi i Giochi Olimpici e Paralimpici di Pechino, con la consegna della bandiera a cinque cerchi ai sindaci di Milano e Cortina, è iniziato anche simbolicamente il countdown verso le Olimpiadi Invernali 2026. Proprio l’edizione cinese di recente conclusa ha evidenziato ancora una volta la divergenza tra emergenza climatica e crisi ambientale da un lato, e la necessità di far funzionare la macchina olimpica, costi quel che costi, inventandosi letteralmente la neve là dove non c’è (cosa peraltro già vista di recente anche nelle gare di sci a Cortina con la neve spostata a mezzo elicotteri dalle alte quote alle piste di gara) o costruendo nel nulla impianti e strutture destinate inevitabilmente alla rapida obsolescenza da inutilizzo, se non a fronte di costi crescenti per innevamento artificiale o manutenzione di impianti a basso utilizzo. Sono questi, tra gli altri, i motivi che hanno portato negli ultimi due decenni a un crescente rifiuto o rinuncia ad ospitare i giochi olimpici, anche quelli estivi, proprio perché insostenibili a livello di costi. 

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Se il Piano Aria Clima serve solo a vendere metri quadri, riprendiamoci la città

Una città “zona 30 Km/h” entro il 2030, con parcheggi a pagamento prevalentemente interrati, e libera dal traffico privato per il 2050; riduzione delle emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 per diventare città “neutra” a livello di emissioni entro il 2050; 100 Km di nuove piste ciclabili e 70 km di nuove linee metropolitane; estensione dell’Area B; 75% di rifiuti riciclati entro il 2028 e aumento dell’efficienza energetica con riduzione dei consumi del 50% e nuovi impianti solari per 60.000 mq; 220.000 nuovi alberi (anche sui tetti) entro il 2030.

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