Critical mass per la salute dei territori. Vol. 3: il “far west” di Milano

Il parco di via Cividale a Baggio è oggetto di un progetto che vedrebbe una pista ciclabile minacciare verde e alberature, piuttosto di sottrarre spazio e velocità al traffico veicolare. Questo progetto, figlio del bilancio partecipativo che restituisce alla periferia ovest 500 mila euro non va buttato via, ma si può e si deve modificare. Lo stesso parco che abbiamo liberato dalla “spada di Damocle” della via d’acqua per Expo è oggi interessato da una delle tante minacce che incombono sulle periferie ovest della città: dalla demolizione (effettuata) delle scuderie del trotto a quella minacciata dello stadio Meazza, dalla vendita delle ex scuderie liberty De Montel per farci una spa di lusso ai progetti che incombono sull’Ospedale San Carlo e la ex Piazza d’armi. Sono diverse le tappe del racconto che ci piacerebbe condividere in occasione di una pedalata il prossimo sabato 8 maggio.

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Operazione Scalo Romana: un altro pezzo di città fondato sul nulla

“Valle Urbana – Gigantesco prato – Foresta sospesa – Esperimento di nuove intersezioni tra mondo naturale e mondo dell’artificiale”….spostiamo indietro le lancette del tempo di un decennio, cambiamo alcuni termini e la location, ma sembra di riascoltare la narrazione tossica che ha preparato Expo 2015, ora traslate sulle Olimpiadi. A ricalcare ulteriormente, il sogno dei “10 milioni di visitatori” che s’immagina il capo cordata dell’operazione “Scalo Romana” – Manfredi Catella di Coima. E’ “la Milano di domani” rinforza colui che del greenwashing e della propaganda sulla città con la miglior qualità della vita facendo il suo brand, Beppe Sala. Ciò su cui punta per recuperare quella regressione all’epoca pre-Expo, in termini di PIL, che il Covid-19 ha imposto alla “Milano Città-Stato”, con terrore della sua alta borghesia (im)produttiva.

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Fuori Fase – 09 – DataVeillance City

Benvenut_ a una nuova puntata: dalla Silicon Valley ai nuovi quartieri smart di Milano, dal distretto MIND fino ai nostri corpi che attraversano la città – e vi si ribellano:

Le musiche sono di Le Gros Ballon e il podcast è realizzato dal collettivo politico Offtopic. Si ringraziano Dan, hackattivista del collettivo Unit e Laura Carrer, ricercatrice Hermes Center for Transparency and human Rights / giornalista freelance

In un’epoca in cui le città si estendono in egual misura nello spazio materiale e in quello digitale, è importante conoscere le ricadute sulle nostre vite delle azioni che svolgiamo quotidianamente nell’attraversare la città virtuale. Durante il corso di una giornata siamo costantemente connessi a internet: non solo ricerche su Google e condivisioni di informazioni attraverso i social network, da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto utilizziamo sveglie, mappe, contapassi, programmi per ascoltare musica o fare conferenze online, app per fare nuove conoscenze, per fare acquisti, controllare l’andamento del ciclo mestruale o praticare sport.

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Bre.Be.Mi. o dell’estrattivismo lombardo

Era il 2012 quando denunciavamo, con la rete NoExpo, che la Brescia-Bergamo-Milano (Bre.Be.Mi.) era un regalo ai privati e a Banca Intesa, grazie a un project financing garantito dallo Stato e dalla finanza pubblica, nonché una minaccia per il futuro agricolo dei territori. Negli anni i debiti accumulati, per traffico inferiore a quello preventivato ed errori di investimento, hanno confermato le previsioni. Ora un’inchiesta di Wolf Bukowsky conferma che la Bre.Be.Mi. ha uno scopo a cui forse nemmeno i suoi ideatori avevano pensato: modificare la natura di un territorio e renderlo terra di conquista per nuovi investimenti.

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Prepararsi alle Olimpiadi 2026 in tempi di pandemia: sacrificare la salute pubblica per il grande evento

Con il suo ultimo atto, il Governo Conte varando il Decreto CONI ha salvato sicuramente la faccia nei confronti del CIO e del mondo sportivo nazionale, ma ha soprattutto garantito al Comitato Organizzatore e alla Fondazione Milano-Cortina i 500 milioni di finanziamento del CIO per la realizzazione dei giochi olimpici invernali del 2026. 

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