6.11 | Dibattito sul diritto all’abitare e presentazione del libro “Abitare in affitto”

Venerdì 6 novembre a Piano Terra una serata per confrontarsi e ragionare sul diritto all’abitare nell’epoca della finanziarizzazione del mattone e della casa, che nelle grandi città e in particolare a Milano sta mostrando nel modo più drammatico le sue feroci conseguenze in termini di espulsione dei redditi medio-bassi e poveri.

Lo facciamo a partire dalla presentazione del libro Abitare in affitto. Le nuove frontiere dell’estrattivismo immobiliare, assieme a Chiara Davoli (co-autrice e sociologa) e Lucia Tozzi (giornalista).

Ore 18:30 porte aperte dello spazio
Ore 19:30 cena a prezzi popolari
Ore 20:30 inizio presentazione e dibattito

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Di carovita, piazze, scioperi e repressione. Dai moti del 24 allo sciopero generale del 30 ottobre

Continuiamo la condivisione di alcuni nostri appunti e riflessioni, dopo quelle già pubblicate la scorsa settimana sulle giornate del 17-18 ottobre, a fronte della forza dimostrata dalle piazze di tutta Italia sabato 24 ottobre, di nuovo senza preavviso e in modo indomabile. Con alcuni spunti verso e oltre lo sciopero generale nazionale del prossimo venerdì 30.

24 ottobre, un altro sabato all’insegna dell’imprevedibilità e in strada, senza chiedere alcun permesso, anzi a fronte di una repressione preventiva e capillare che rappresenta un apice anche per un Paese come l’Italia, che non ha mai riconosciuto legittimità al conflitto sociale.

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Forse con più rabbia in corpo. Note senza pretese sull’insurrezione che viene o che vorremmo

Sabato 17 e domenica 18 ottobre a Milano abbiamo assistito all’esplosione di rabbia dell’unica opposizione reale di questo Paese: l3 giovanissim3 che da un anno a questa parte infiammano l’autunno con piazze improvvise, arrabbiate e necessarie. Palestina, caro-vita, soldi a scuole e quartieri e non alla guerra. Antifascismo.

Ma anche una risposta alla violenza strutturale e strutturata dello Stato, fondata su razzismo, profilazione etnica, azione di prevenzione totalmente arbitraria nei confronti dell3 abitanti dei quartieri popolari e delle cosiddette “seconde generazioni”, che proprio in Lombardia e a Milano hanno la loro maggiore concentrazione.

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Nonostante le Olimpiadi, la realtà: cosa ci dicono i numeri e perché rivendichiamo ancora l’Opzione zero

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il quarto rapporto della rete Open Olympics di monitoraggio di costi, cantieri, trasparenza e sostenibilità relativi alle opere previste per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026, elaborato sui dati forniti dalla Società Infrastrutture Milano-Cortina (SIMICO) aggiornati ad agosto. Il quadro che emerge dall’analisi è al contempo impietoso e preoccupante, conferma tutte le critiche e le contestazioni al Grande Evento e alla sua macchina organizzatrice che, unitamente al Comitato Insostenibili Olimpiadi, abbiamo portato avanti in questi anni.

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La “discontinuità”, sulla pelle delle espulse. A proposito di centro-sinistra ed elezioni nel 2027

Illustrazione delle vie di Milano nel giorno di San Michele, il 29 settembre. Tradizionalmente quella data rappresentava un momento drammatico nella vita di molte famiglie. In quel giorno scadevano i contratti di locazione delle case e gli inquilini erano chiamati, pena lo sfratto, a pagare anticipatamente l’intero canone annuo, una spesa che non tutti erano in grado di sostenere. 

Negli ultimi anni di avanzata globale della destra più reazionaria e parafascista, la cui ondata è arrivata anche in Italia con il governo Meloni, la città ha acquistato – nell’ottica delle opposizioni partitiche – il valore di “luogo di resistenza democratica”. Questo vale in particolare per alcune città-simbolo, sparse in diversi Stati governati dalla destra e da forze conservatrici, in cui si è verificata la vittoria di candidati di sinistra e provenienti da correnti o partiti socialisti radicali (New York e Berlino su tutte) oppure la riconferma di giunte democratiche e progressiste, circondate da vere e proprie maree nere (che è più il caso italiano).

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