La bolla olimpica

Per la tutela di Piano Terra e la sicurezza della comunità che lo gestisce e attraversa, la serata si svolgerà in streaming alle ore 19 sulla nostra pagina facebook Offtopic

“Oggi le Olimpiadi sono diventate un’occasione imperdibile per mettere mano ai fondi pubblici e realizzare nuove “indispensabili” infrastrutture per garantire lo svolgimento dei giochi: strade, autostrade, alberghi, stadi non c’è limite alla fantasia e anche alla realtà. Le Olimpiadi, dietro questa aura di valori positivi universali, sono anche diventate la miglior occasione per ridisegnare le città, svuotandole, in tanti modi diversi, di quelle presenze residuali, povere, che frenano lo sviluppo, la crescita del famoso P.I.L. Svuotandole dei soggetti più deboli, spedendoli in periferia, ad arricchire col lavoro sporco, il “centro”, comunque lo si voglia perimetrare. Alla fine, dopo questa smisurata ed iniqua distribuzione della ricchezza, le città e i territori si ritrovano più povere, indebitate e sotto ricatto, mentre un manipolo di imprenditori è già partito in direzione del prossimo grande evento, abbandonando un territorio saccheggiato dal punto di vista ambientale, con conseguenze sociali immaginabili.”

Così scrive Silvio La Corte nel libro da lui curato “La bolla olimpica”, in uscita edito da Mimesis. E in questa sintesi, così cinicamente realistica, possiamo riassumere quello che ci aspetta, e che si sta già concretizzando in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

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Coprifuoco in Lombardia. A che gioco giochiamo?

Nella giornata di lunedì il governatore Fontana (contraddicendo quanto dichiarato dal segretario stesso del suo partito pochi giorni prima) ha annunciato, previo accordo con il ministro Speranza e il sindaco di Milano Sala, che da giovedì 22 e fino al 13 novembre sarà in vigore il coprifuoco in Lombardia dalle 23 alle 5. La misura viene giustificata con il rialzo dei contagi e come “alternativa” a un nuovo possibile lockdown regionale, ma al tempo stesso la giunta leghista lo definisce un provvedimento “simbolico”.

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Fuori Fase – 04 – epidemia e mobilità

Ora che la seconda ondata è a tutti gli effetti arrivata anche qui da noi, la Lombardia e in particolare Milano stanno purtroppo confermando il triste primato raggiunto anche durante la fase 1 dell’epidemia. Oggi però, rispetto a 7 mesi fa, possiamo porci in una prospettiva che allora poteva essere messa in secondo piano: come ci si è preparati e cosa è stato fatto? Un livello centrale del discorso è rappresentato proprio dalla mobilità: come conciliare accesso garantito per tutt_ ai mezzi pubblici e sicurezza collettiva? In che modo restituire al piano della mobilità la dimensione del diritto universale e non concepirla unicamente come veicolo di contagio? Perché si vogliono togliere dai mezzi pubblici soltanto alcuni soggetti e non altri?

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OpenPod – restituire al podcast la dimensione libera e conviviale

OpenPod è il tentativo di restituire al podcasting la dimensione libera e conviviale che lo caratterizza sin dai suoi esordi.

Durante il lockdown abbiamo avuto l’occasione, tramite la campagna Non Lasciamoci Disassemblare, di ragionare sul rapporto tra tecnologia, emergenza e sorveglianza.
Abbiamo provato a decostruire il discorso imperante di una teconologia digitale oggettiva, neutrale e salvifica mettendo insieme una cassetta degli attrezzi contenente una serie di strumenti, risorse e software per resistere alla sorveglianza e alla vendita dei nostri corpi digitali.

Contemporaneamente abbiamo riscoperto radio (web) e podcast come mezzo per comunicare e farci ascoltare dando vita al podcast Fuori Fase: “appunti per riscrivere il crono-programma dell’emergenza e del dopo-Covid

Putroppo non esistevano soluzioni non commerciali che ci soddisfassero per la distribuzione. Volevamo evitare di legare i nostri contenuti a soluzioni a pagamento o che fanno uso di pubblicità o che ci profilano monetizzando i nostri dati.

Insieme ad altr* compagn* della galassia offtopica abbiamo sviluppato un piccolo servizio online che ci permette di distriburire podcast con banda illimitata, hosting gratuito e libero dalla profilazione.
Com’è possibile? Combinando l’hosting di archive.org, alcune buone pratiche per la produzione dei vostri contenuti e un pizzico di codice.

L’abbiamo chiamato OpenPod e potete trovare tutte le informazioni qui: https://openpod.abbiamoundominio.org

Il progetto è ancora in fase sperimentale ma l’idea è di integrarlo meglio con le diverse modalità di pubblicazione presenti su archive.org e sopratutto creare una community di riferimento. Al momento ci sono già alcuni podcast che utilizzano OpenPod per la distribuzione e potete trovare qui l’elenco.

In ultimo un grazie al Collettivo Unit per il supporto tecnico (e quindi anche politico)!

Buon ascolto!

Sabato 19 in piazza per gli Spazi Liberati

Spazi sociali, aree verdi, piazze, edifici e mercati comunali. La città pubblica giorno dopo giorno perde pezzi, alienata, messa a bando, privatizzata direttamente o con operazioni di greenwashing e socialwashing dentro fantomatici progetti di rigenerazione urbana.

La Milano pandemica della “fase 3” continua nel solco tracciato nell’ultimo decennio, inseguendo un modello che proprio in questi mesi ha dimostrato limiti, disuguaglianze, esclusione, nocività. E proprio in questa fase è emerso il valore della città pubblica, intesa sia come spazi sociali da cui partivano e partono le Brigate Volontarie per l’emergenza o sia come le preziose aree verdi di quartiere.

Oggi più che mai progetti diversi ma convergenti vedono diversi Spazi Sociali di Milano e dell’area metropolitana sotto sgombero o messi in vendita (Cascina TorchieraRi-MakeLambrettaSOS Fornace RhoFoa Boccaccio), aree verdi devastate come il Parco Bassini o il Parco Nord, o a rischio, come la Goccia, Piazza Baiamonti o Piazza d’Armi.

Sabato 19 settembre scendiamo in piazza a fianco e per gli Spazi Liberati della città, per difendere la città pubblica, perché il nostro diritto alla città vale più dei loro profitti. Basta sgomberi, basta svendite, basta bandi.

Ore 15 Piazza Castello – Ore 17 Arco della Pace