11.04 | Serata in solidarietà con l’ex CAAB: la lotta per la casa non è un crimine, una necessità!

“Lo sgombero è sempre un atto di guerra contro la popolazione interna”

Dopo l’operazione Robin Hood contro il comitato Giambellino, accogliamo con felicitazione la notizia della sentenza di assoluzione delle 75 imputate del comitato di Padova (di cui abbiamo parlato qui), lanciamo una campagna in solidarietà al Comitato Autonomo Abitanti Barona..quando un processo si chiude un altro si apre. 

Vi invitiamo sabato 11 aprile a un momento di confronto libero sul diritto alla casa e alla città, in omaggio alle esperienze di lotta che dai diversi quartieri, della periferia e non, hanno costruito pratiche di resistenza e conservato racconti di conflitto nella memoria popolare:  

la memoria di quei giorni e impressa nelle albe dei picchetti resistenti, nelle strade, fuori da tantissime case, nei quartieri popolari della città, si ritrovavano drappelli di persone solidali insieme ad altre sotto sfratto, che cercavano di ottenere i rinvii dagli ufficiali giudiziari o si preparavano a una resistenza fisica.

Partendo dal libro Sgomberi Dolci, la violenza contro chi vive in campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative, che racconta di come le istituzioni torinesi di ogni bandiera insieme al terzo settore conducono una guerra contro i poveri attraverso politiche securitarie addolcite da narrazioni caritatevoli sotto l’egida civilizzante dell’inclusione, parleremo della violenza degli sgomberi come degli altri dispositivi amministrativi utilizzati contro quella parte crescente della popolazione interna considerata pericolosa e in eccesso.

A Torino come a Milano, infatti lo stato della città è oggi teatro della più selvaggia e silenziosa delle guerre di classe. Un conflitto intestino si estende in tutte le sue latitudini con sgorgate di grandi opere, privatizzazioni e sgomberi.  

Nel corso di un decennio, da Expo alle Olimpiadi, il modello Milano ha saputo ridisegnare il volto del capoluogo meneghino: studentati di lusso per facoltosi universitari, grandi opere di dubbia appartenenza e torri di vetro in rotta sul suo orizzonte si moltiplicano senza sosta.

Così, la nuova vetrina della città restituisce l’idea di uno spazio pulito, dagli angoli gravi e le pareti elevate fatte di schemi ripetitivi che non ammettono contraddizione.

Mentre la giunta Sala racconta il miracolo di milano per le vie arcobaleno del centro, procede solerte a rimuovere dallo spazio urbano chiunque non riesca a sostenere i costi spropositati dei suoi valori immobiliari, a isolare chi non può cacciare dalla cartografia cittadina ed a chiudere senza soluzione di continuità ogni forma di socializzazione gratuita che si proponga come alternativa concreta alla regola aurea della milano da bere: “Bella Milano, non ci vivrai” 

Dagli sgomberi degli spazi occupati dove la socialità scorre libera, a quelli delle case occupate nei quartieri pop in cui si saldano legami di solidarietà unici, ai mercati -autorizzati e non, sino alla cacciata delle persone senza casa che abitano i margini e gli interstizi ignorati della città.

Da questi temi vogliamo aprire uno spazio di confronto in grado di restituire le diverse dimensione di precarietà trasversale della vita cittadina nella speranza di riuscire a stimolare riflessioni e alleanze tra chi vi abita. Ne parleremo con Manuela Cencetti (autrice del libro) e Veronica Pugia (SICET Milano).

La serata avrà i seguenti orari – tutto il ricavato andrà a supporto dell* imputat* dell’ex CAAB:

Ore 18 – aperitivo e mostra fotografica antiolimpica a cura di Giulia La Motta
Ore 19 – inizio discussione con l’autrice
22:30-2 dj-set electro e tekno