⚠️ QUALITÀ DELL’ARIA ➡️ ABBIAMO LETTO I DATI REALI

Ieri il profilo FB del Comune di Milano ha pubblicato un post (qui per chi non ha FB) lamentandosi della diffusione di alcuni dati relativi alla qualità dell’aria respirata a Milano confrontata con altre città nel mondo. In questa classifica Milano risultava essere in una situazione critica e, a quanto pare, ha stizzito molto Palazzo Marino.
Il loro consiglio: “leggetevi i dati reali da questi link [1][2]”.

Bene cominciamo proprio da qui.

Da dati ufficiali ARPA (per la precisione il bollettino AMAT relativo alla città di Milano ) siamo entrati 21esimo giorno consecutivo (16 nel 2020, il limite annuo è 35) oltre il limite di PM10 . Il picco degli ultimi 10 giorni l’abbiamo toccato il 10 Gennaio quando la centralina ARPA peggiore ha registrato come media giornaliera 110μg/m3, che vuole dire avere raggiunto picchi orari probabilmente 2 volte oltre il limite. La giornata peggiore è stata invece il 14 gennaio

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Contesto urbano

Una giornata di approfondimento e confronto su strumenti e pratiche per decostruire il Modello Milano.

Milano capitale economica. Milano città globale. Milano porta d’Europa. Milano roccaforte (social) democratica.

Negli ultimi 4 anni abbiamo assistito all’intensificarsi di due processi paralleli e convergenti, iniziati nel decennio che ha portato ad Expo 2015 e che oggi paiono dominanti: la sempre più marcata stratificazione sociale e di accesso a quei servizi che la Milano della democrazia turbo-capitalista sembra promettere a tutti, ma che nella realtà si mostra ben diversa; il consolidarsi di una vera e propria ideologia (“milano-centrismo”), che ha portato la società civile a percepire la Città Metropolitana come l’eccellenza reale e “per tutti” in servizi, diritti, cultura a livello nazionale e a dare pieno consenso alla sua classe dirigente.

La classifica annuale stilata da Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita assegna in maniera indiscussa il primato al territorio meneghino, mettendo insieme qualità dell’aria e prezzo in crescita delle case al metro quadro, valore immobiliare e alto tasso di digitalizzazione, ignorando tuttavia la domanda fondamentale: chi usufruisce di questo sviluppo?

E i movimenti? E il conflitto? Pare essere a un tempo scomparso e impossibile, su ampia scala. Eppure tante crepe sono già aperte nella città-vetrina globale: smontarne retorica, tecnica e immaginario per trasformarle in brecce aperte sta a noi.


PROGRAMMA DELLA GIORNATA

h 9.00-9.45
Colazione e arrivo partecipanti

h 10.00-13.00
Workshop tematici (previsto un numero massimo di partecipanti: a breve vi comunicheremo come iscriversi)

1 – “Toxicity: come calcolare il livello di tossicità del territorio milanese”
2 – “Confini nell’urbano: DASPO, controllo, sicurezza”

h 13.00-14.30
Pausa pranzo

h 15.00-18.00
“La città ambigua: presente e futuro della metropoli tra decoro, sorveglianza, greenwashing”.

h 18.00-20.30
Chiacchiere e aperitivo


Il “nemico interno” è ancora tra noi: verso il corteo No Tav dell’11 gennaio

Tre fatti politico-giudiziari sono avvenuti a dicembre 2019, momenti di vicende processuali diverse iniziate mesi e anni prima, ma che ci chiamano direttamente in causa.
Il 12 dicembre è stata emessa la sentenza d’appello del tribunale di Roma nei confronti delle compagne e dei compagni accusati per la giornata nazionale di protesta e rivolta del 15 ottobre 2011, in cui il Procuratore Generale ha ribadito la necessità di applicare il reato di “devastazione e saccheggio” (introdotto dal Codice Penale Rocco nel 1931) per gli imputati. Erano i giorni in cui la crisi economica s’abbatteva anche sull’Europa e sull’Italia con estrema violenza, le settimane della famosa “lettera alla BCE”, delle misure di austerità lacrime e sangue da attuare per rimediare ai presunti errori finanziari di un intero popolo: la risposta, eterogenea, dirompente, quanto radicale che si produsse a Roma, dove 300 mila persone componevano il corteo più numeroso e arrabbiato tra quelli che si svolgevano in contemporanea in tutta Europa, nacque dopo che la manifestazione, che voleva raggiungere i palazzi del potere, era stata troncata in due dall’aggressione a freddo delle forze dell’ordine. Seguirono ore di resistenza in piazza San Giovanni. 

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Nuovo stadio a Milano: qual’è l’interesse pubblico?

Il destino dello stadio di San Siro “Giuseppe Meazza” e l’edificazione di un nuovo impianto da parte di Milan e Inter, costituiscono una chiave di lettura simbolica della governance del territorio e dei beni comuni a Milano nella fase attuale……Consumo di suolo, speculazione, demolizione di un asset pubblico e di un patrimonio collettivo. Questi i tratti, in sintesi, dei progetti presentati…. E noi ci domandiamo: dove sta l’interesse pubblico in questa vicenda?

Questi sono alcuni stralci di un approfondimento sulla vicenda del nuovo stadio di Milano e del destino di San Siro, che abbiamo scritto per Napoli Monitor , per gettare uno sguardo più approfondito su una questione che non riguarda solo lo sport o il destino dello storico stadio milanese, ma che rischia di gettare un’ipoteca importante sui destini futuri di un’ampia fetta della periferia ovest della città, innescando nuovi e indesiderabili processi di privatizzazione e turistificazione della città.

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Sbatti il CAAB in prima pagina

Appunti a cura del Lab. Off Topic sul fuoco incrociato ai danni di chi lotta, di chi occupa, di chi abita.

L’alba di mercoledì 29 ottobre ha salutato 5 attiviste/i del Comitato Autonomo Abitanti Barona con perquisizioni a diverse abitazioni e la notifica di 5 misure cautelari. L’indagine della questura di Milano, nata da una fantasiosa querela di parte, affresca un quadro osceno del collettivo che, nella periferia sud di Milano, da anni lotta per il diritto alla casa e ad una vita degna. Una manciata di ore dopo l’avvio dell’operazione repressiva, solo la gravità dei reati contestati supera il tono grottesco con cui la stampa fa eco alla questura. 

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