Perché commissariare non basta: fermiamo l’assalto alla diligenza!
Perché commissariare i vertici della sanità lombarda non basta? Perché se a un politico incapace sostituisci un tecnico diligente questo si troverà comunque ad amministrare uno strumento incompleto, diseguale, feroce e selettivo come è oggi il sistema sanitario regionale.
Se vogliamo davvero non tornare alla normalità che ha solo peggiorato gli effetti dell’epidemia, dobbiamo pretendere che la Sanità torni a essere universale, gratuita, territoriale e capillare.
Bilancio Expo 2015: quando la matematica diventa un’opinione
Il 23 maggio scorso il Sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato al mondo, nella ormai consueta diretta streaming dalla sua scrivania di Palazzo Marino, che la chiusura dei conti della società Expo 2015 S.p.A. in liquidazione (di cui, ricordiamolo, lui è stato amministratore e commissario straordinario) ha fatto registrare un “avanzo di 40 milioni di Euro”, spacciandolo come utile a consuntivo del “suo” Expo.
A distanza di cinque anni dalla chiusura dei cancelli, dunque, Sala rivendica nuovamente il successo dell’operazione Expo 2015, a dispetto di “gufi” e detrattori, per confermare le virtù del Modello Milano da lui promosso e come auspicio che con lo stesso spirito si possa rilanciare la città post-pandemia.
Leggi tutto “Bilancio Expo 2015: quando la matematica diventa un’opinione”Fuori Fase – 02 – epidemia e lavoro
Un altro importante capitolo relativo alla drammatica gestione dell’epidemia in Italia e Lombardia riguarda proprio il suo legame con la dimensione del lavoro e della produzione. Il lavoro – genericamente inteso – è stato fin da subito dell’emergenza al centro del dibattito: già nelle due settimane di lockdown regionale, tra il 24 febbraio e il 9 marzo, e poi nei mesi di quarantena, la pressione dei datori di lavoro e relative rappresentanze di categoria è stata molto forte per ridurre il più possibile la chiusura delle attività e limitare al massimo i controlli sulle aziende.
Leggi tutto “Fuori Fase – 02 – epidemia e lavoro”Vogliamo giustizia! – 20 giugno | ore 15 | sotto la Regione Lombardia!
“L’eccellenza lombarda ha retto, nonostante lo tsunami che ci ha travolto!”.
Questo il mantra che ci propinano, come vecchi dischi rotti, tutti coloro che vogliono difendere l’indifendibile.
Falso! Niente di più falso!
Chiunque abbia avuto un parente, un amico, un conoscente colpito dal Covid conosce l’insopportabile falsità di quest’affermazione.
In Lombardia c’è stato un numero enorme di morti dovuto all’epidemia: più di 16.000 quelli ufficialmente registrati, ma sappiamo che grossa parte dei decessi non sono stati conteggiati nelle stime ufficiali: si registra infatti un tasso di mortalità superiore ad ogni altra regione italiana.
Troppe famiglie hanno perso i propri cari senza la dignità dell’ultimo saluto.
Troppe persone sono state abbandonate in agonia nelle proprie case per essere ricoverate solo quando ormai la situazione era disperata.
Troppi medic* e lavorator* hanno combattuto da sol* senza alcuna tutela. Tropp* anzian* sono stati lasciat* perire nelle RSA.
Quanto dovremo aspettare per avere giustizia?
Fase 2: ovvero, assalto alla diligenza
Preambolo
2020. Era Covid. La fase 1 è finita. L’economia arranca. Nell’impresa di far ripartire tutto senza ricostruire nulla, con l’intento di perseverare sulla strada della disuguaglianza sociale, dei doveri in entrata e dei diritti in uscita, un manipolo di politici prepara la più grossa diligenza carica di ori e di denari dai tempi della trilogia del dollaro. Quelli filmici. Come ai tempi, nel tragitto questa diligenza è stata presa d’assalto: lo scontro è stato cruento, gli esiti li descriveremo in quest’approfondimento che parte da un fatto, passato inosservato in un’epoca in cui l’esposizione mediatica pare direttamente proporzionale all’ignoranza messa in scena.

