Fuori Fase – 02 – epidemia e lavoro

Un altro importante capitolo relativo alla drammatica gestione dell’epidemia in Italia e Lombardia riguarda proprio il suo legame con la dimensione del lavoro e della produzione. Il lavoro – genericamente inteso – è stato fin da subito dell’emergenza al centro del dibattito: già nelle due settimane di lockdown regionale, tra il 24 febbraio e il 9 marzo, e poi nei mesi di quarantena, la pressione dei datori di lavoro e relative rappresentanze di categoria è stata molto forte per ridurre il più possibile la chiusura delle attività e limitare al massimo i controlli sulle aziende.

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Vogliamo giustizia! – 20 giugno | ore 15 | sotto la Regione Lombardia!

“L’eccellenza lombarda ha retto, nonostante lo tsunami che ci ha travolto!”.
Questo il mantra che ci propinano, come vecchi dischi rotti, tutti coloro che vogliono difendere l’indifendibile.

Falso! Niente di più falso!

Chiunque abbia avuto un parente, un amico, un conoscente colpito dal Covid conosce l’insopportabile falsità di quest’affermazione.

In Lombardia c’è stato un numero enorme di morti dovuto all’epidemia: più di 16.000 quelli ufficialmente registrati, ma sappiamo che grossa parte dei decessi non sono stati conteggiati nelle stime ufficiali: si registra infatti un tasso di mortalità superiore ad ogni altra regione italiana.
Troppe famiglie hanno perso i propri cari senza la dignità dell’ultimo saluto.
Troppe persone sono state abbandonate in agonia nelle proprie case per essere ricoverate solo quando ormai la situazione era disperata.
Troppi medic* e lavorator* hanno combattuto da sol* senza alcuna tutela. Tropp* anzian* sono stati lasciat* perire nelle RSA.
Quanto dovremo aspettare per avere giustizia?

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Fase 2: ovvero, assalto alla diligenza

Preambolo

2020. Era Covid. La fase 1 è finita. L’economia arranca. Nell’impresa di far ripartire tutto senza ricostruire nulla, con l’intento di perseverare sulla strada della disuguaglianza sociale, dei doveri in entrata e dei diritti in uscita, un manipolo di politici prepara la più grossa diligenza carica di ori e di denari dai tempi della trilogia del dollaro. Quelli filmici. Come ai tempi, nel tragitto questa diligenza è stata presa d’assalto: lo scontro è stato cruento, gli esiti li descriveremo in quest’approfondimento che parte da un fatto, passato inosservato in un’epoca in cui l’esposizione mediatica pare direttamente proporzionale all’ignoranza messa in scena.

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Fuori Fase – 01 – epidemia e rendita

Come è stata gestita l’emergenza, nei suoi diversi aspetti? Quali sono state le conseguenze della pandemia, a livello economico e sociale? Con oggi lanciamo il primo di una serie di contributi audio, frutto degli incontri e degli scambi realizzati lungo la quarantena e i lunghi mesi di lockdown, per riflettere sui cambiamenti che l’epidemia – intesa come fenomeno sociale – ha imposto su una serie di aspetti strutturali del nostro tempo. “Fuori Fase” lo abbiamo chiamato: appunti per riscrivere il crono-programma dell’emergenza e del dopo-Covid da qui ai prossimi mesi.

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“Non c’è niente di certo al mondo tranne la morte e le tasse”

Il valzer dei dati su contagi da CoVid-19 e tamponi continua ad essere oggetto di discussione giornaliero, ma su quelle cifre sono ormai chiare alcune cose:

  1. Sono dati parziali
  2. Dipendono direttamente dalle strategie attuate dalle diverse regioni
  3. Non danno voce al reale impatto sulla popolazione
  4. La scarsa cultura sul dato da parte dei politici non aiuta a comprendere il fenomeno
  5. La comunicazione del dato è a tutti gli effetti un oggetto politico

C’è tuttavia un dato certo, il più crudo, che racconta meglio di altri il pesante lascito della #fase1: il numero dei decessi. A Milano, secondo l’ISTAT, se prendiamo in considerazione i dati dal 20 Febbraio (primo contagio ufficiale italiano) al 15 Aprile ci sono stati 3464 decessi totali (non solo CoVid19). Nello stesso periodo tra il 2015 e il 2019 la media era stata di 2227. Un aumento di 1237 decessi ovvero il 55% in più. Il picco è stato a Marzo e considerando che i dati di Aprile sono ancora parziali la situazione apparirà sicuramente anche peggiore quando potremo guardarla nella sua interezza.

La particolarità di questo dato è che, seppur non individuando il numero di decessi esclusivo per CoVid-19, rende l’idea della portata del fenomeno. Inoltre è un dato che era a disposizione di tutti i livelli amministrativi, anche della giunta Comunale di Beppe Sala.

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