Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un lusso per pochi a spese di ambiente, territori e classi più povere

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono scomparse o silenziate dal mainstream mediatico e dal dibattito pubblico, offuscate da guerre, crisi energetica ed economica, pandemia e, sul piano locale, dall’emergenza abitativa piuttosto che dalla vicenda stadio di San Siro. La macchina organizzativa e i cantieri delle opere accessorie vanno invece avanti, come avvenuto già durante il lockdown, accelerate dal Decreto Olimpiadi e con i soldi del PNRR come salvadanaio. Ne parleremo sabato 9 ad Abbiategrasso, ospiti dei Comitati NoTangenziale che si battono da anni contro una delle opere contenute anche nel dossier olimpico. Nel pezzo che segue proviamo a fare il punto sulla vicenda, per quanto sta accadendo sui territori interessati e per l’impatto economico e ambientale che i Giochi avranno.

Chiusi i Giochi Olimpici e Paralimpici di Pechino, con la consegna della bandiera a cinque cerchi ai sindaci di Milano e Cortina, è iniziato anche simbolicamente il countdown verso le Olimpiadi Invernali 2026. Proprio l’edizione cinese di recente conclusa ha evidenziato ancora una volta la divergenza tra emergenza climatica e crisi ambientale da un lato, e la necessità di far funzionare la macchina olimpica, costi quel che costi, inventandosi letteralmente la neve là dove non c’è (cosa peraltro già vista di recente anche nelle gare di sci a Cortina con la neve spostata a mezzo elicotteri dalle alte quote alle piste di gara) o costruendo nel nulla impianti e strutture destinate inevitabilmente alla rapida obsolescenza da inutilizzo, se non a fronte di costi crescenti per innevamento artificiale o manutenzione di impianti a basso utilizzo. Sono questi, tra gli altri, i motivi che hanno portato negli ultimi due decenni a un crescente rifiuto o rinuncia ad ospitare i giochi olimpici, anche quelli estivi, proprio perché insostenibili a livello di costi. 

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Se il Piano Aria Clima serve solo a vendere metri quadri, riprendiamoci la città

Una città “zona 30 Km/h” entro il 2030, con parcheggi a pagamento prevalentemente interrati, e libera dal traffico privato per il 2050; riduzione delle emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 per diventare città “neutra” a livello di emissioni entro il 2050; 100 Km di nuove piste ciclabili e 70 km di nuove linee metropolitane; estensione dell’Area B; 75% di rifiuti riciclati entro il 2028 e aumento dell’efficienza energetica con riduzione dei consumi del 50% e nuovi impianti solari per 60.000 mq; 220.000 nuovi alberi (anche sui tetti) entro il 2030.

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Gio 3/03 | Presentazione libro MiM e dibattito sugli spazi sociali in città

Giovedì 3 marzo, nell’ambito delle iniziative per i 10 anni di autogestione di Piano Terra, abbiamo organizzato la presentazione del libro “Dieci anni di informazione dalla parte giusta della barricata”, a cura di Milano in Movimento. A seguire dibattito su spazi sociali e autogestione a cura di Off Topic Lab, di cui riportiamo l’appello:

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Voi grattacieli, noi Piano Terra! 10 anni di occupazione e resistenza nel cuore della città vetrina

Piano Terra: 10 anni di autogestione!

“Voi grattacieli, noi Piano Terra!” Con queste parole si apriva nel marzo 2012 il volantino di presentazione di Piano Terra. Nella settimana dei (primi) 10 anni di autogestione in quartiere Isola, vi invitiamo tutte e tutti a festeggiare con noi…così.

MER 02.03 | H 19.00 Giga Workers e Deliverance Milano presentano “Rights Against the Machine” (sì, si mangia prima)

GIO 03.03 | H 19.30 Aperitivo e presentazione del libro “Dieci anni di informazione dalla parte giusta della barricata”, a cura di Milano in Movimento A seguire dibattito su spazi sociali e autogestione a cura di Off Topic Lab

SAB 05.03 | H21.00 Aperitivo rinforzato e, dalle 23, dj/live set di Otolab

DOM 06.03 |

H 07.50 Gita sociale “no oil” in Val Codera a cura di APE Milano
H 20:30 Proiezione “I am the Revolution” (2018) con la regista Benedetta Argentieri