Nuovo stadio a Milano: qual’è l’interesse pubblico?

Il destino dello stadio di San Siro “Giuseppe Meazza” e l’edificazione di un nuovo impianto da parte di Milan e Inter, costituiscono una chiave di lettura simbolica della governance del territorio e dei beni comuni a Milano nella fase attuale……Consumo di suolo, speculazione, demolizione di un asset pubblico e di un patrimonio collettivo. Questi i tratti, in sintesi, dei progetti presentati…. E noi ci domandiamo: dove sta l’interesse pubblico in questa vicenda?

Questi sono alcuni stralci di un approfondimento sulla vicenda del nuovo stadio di Milano e del destino di San Siro, che abbiamo scritto per Napoli Monitor , per gettare uno sguardo più approfondito su una questione che non riguarda solo lo sport o il destino dello storico stadio milanese, ma che rischia di gettare un’ipoteca importante sui destini futuri di un’ampia fetta della periferia ovest della città, innescando nuovi e indesiderabili processi di privatizzazione e turistificazione della città.

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Sbatti il CAAB in prima pagina

Appunti a cura del Lab. Off Topic sul fuoco incrociato ai danni di chi lotta, di chi occupa, di chi abita.

L’alba di mercoledì 29 ottobre ha salutato 5 attiviste/i del Comitato Autonomo Abitanti Barona con perquisizioni a diverse abitazioni e la notifica di 5 misure cautelari. L’indagine della questura di Milano, nata da una fantasiosa querela di parte, affresca un quadro osceno del collettivo che, nella periferia sud di Milano, da anni lotta per il diritto alla casa e ad una vita degna. Una manciata di ore dopo l’avvio dell’operazione repressiva, solo la gravità dei reati contestati supera il tono grottesco con cui la stampa fa eco alla questura. 

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Né CPR né DASPO urbano.

👉 Il volantino che porteremo in corteo il 12.10

I luoghi di reclusione e restringimento della libertà hanno forme mutevoli, e nella Milano del 2019 si presentano con modalità a volte forti e oppressive, altre volte sottili e subdole, ma non meno violente. La manifestazione di sabato 12 ottobre contro i CPR è la risposta lucida e intelligente della Milano che si oppone ad un dispositivo che limita con la forza la libertà di donne e uomini che non hanno commesso alcun crimine, se non quello di esistere e di chiedere una vita differente. Per questo, solo per questo, sono condannati ad essere clandestini e per questo perseguiti. La logica securitaria malauguratamente non si ferma all’angusto ambito dei CPR. Straborda e invade la città intera.

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No Olimpiadi

Le ragioni del No da Tokyo a Los Angeles passando per Milano

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono il nuovo miraggio cui tendere nella narrazione dominante, l’ennesimo grande evento che deve garantire a Milano e al ricco Nord-Italia attrattività per turisti e investimenti finanziari e immobiliari. Tra liti CONI-Governo, trattative sulle governance e progetti ancora tutti da vedere, mega-eventi come le Olimpiadi si dimostrano l’occasione per predare casse pubbliche e territori e sfamare interessi e appetiti speculativi, che poco hanno a che fare con l’interesse pubblico e la salvaguardia del Pianeta e dei fragili ambienti montani.

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Ciao Eddy

Il nostro ricordo nelle parole di Askapen

Eddy Salzano se n’è andato.  Dopo decenni di lotta in prima linea contro il malgoverno della città e dopo l’impegno di una vita contro un’idea di urbanistica governata da palazzinari e speculatori, forse Eddy non ha più retto alla nuova versione green e fashion del “fare città”, abbracciata proprio dai sedicenti eredi della sua amata sinistra.

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