“Valle Urbana – Gigantesco prato – Foresta sospesa – Esperimento di nuove intersezioni tra mondo naturale e mondo dell’artificiale”….spostiamo indietro le lancette del tempo di un decennio, cambiamo alcuni termini e la location, ma sembra di riascoltare la narrazione tossica che ha preparato Expo 2015, ora traslate sulle Olimpiadi. A ricalcare ulteriormente, il sogno dei “10 milioni di visitatori” che s’immagina il capo cordata dell’operazione “Scalo Romana” – Manfredi Catella di Coima. E’ “la Milano di domani” rinforza colui che del greenwashing e della propaganda sulla città con la miglior qualità della vita facendo il suo brand, Beppe Sala. Ciò su cui punta per recuperare quella regressione all’epoca pre-Expo, in termini di PIL, che il Covid-19 ha imposto alla “Milano Città-Stato”, con terrore della sua alta borghesia (im)produttiva.
Leggi tutto “Operazione Scalo Romana: un altro pezzo di città fondato sul nulla”Bre.Be.Mi. o dell’estrattivismo lombardo
Era il 2012 quando denunciavamo, con la rete NoExpo, che la Brescia-Bergamo-Milano (Bre.Be.Mi.) era un regalo ai privati e a Banca Intesa, grazie a un project financing garantito dallo Stato e dalla finanza pubblica, nonché una minaccia per il futuro agricolo dei territori. Negli anni i debiti accumulati, per traffico inferiore a quello preventivato ed errori di investimento, hanno confermato le previsioni. Ora un’inchiesta di Wolf Bukowsky conferma che la Bre.Be.Mi. ha uno scopo a cui forse nemmeno i suoi ideatori avevano pensato: modificare la natura di un territorio e renderlo terra di conquista per nuovi investimenti.
Leggi tutto “Bre.Be.Mi. o dell’estrattivismo lombardo”Prepararsi alle Olimpiadi 2026 in tempi di pandemia: sacrificare la salute pubblica per il grande evento
Con il suo ultimo atto, il Governo Conte varando il Decreto CONI ha salvato sicuramente la faccia nei confronti del CIO e del mondo sportivo nazionale, ma ha soprattutto garantito al Comitato Organizzatore e alla Fondazione Milano-Cortina i 500 milioni di finanziamento del CIO per la realizzazione dei giochi olimpici invernali del 2026.
Leggi tutto “Prepararsi alle Olimpiadi 2026 in tempi di pandemia: sacrificare la salute pubblica per il grande evento”Inquinamento, CoVid-19 e clima: un bilancio ecologico sociale del 2020.
Il 2020 è stato un anno tremendo per i nostri polmoni, soprattutto in Lombardia. Da un lato la pandemia di COVID-19, malattia che colpisce le vie respiratorie, e dall’altro il livello di inquinamento dell’aria. La Lombardia ha raggiunto un triste primato globale, diventando una delle zone con il più alto numero di morti COVID-19 per abitanti (240 decessi per 100.000 abitanti). Conseguenza di una complessità di fattori demografici e territoriali, tra cui non si può certamente ignorare la dimensione ecologica. Parallelamente il rapporto sulla qualità dell’aria 2020 dell’Agenzia Europea per l’ambiente conferma che l’Italia è uno dei paesi europei dove si muore di più (quasi 70.000 i decessi nel 2018), la Lombardia e in particolare Milano come una delle aree più inquinate del continente. I dati ARPA del 2020 su Milano evidenziano un trend negativo rispetto agli anni scorsi, con un aumento sia delle medie annuali di particolato (PM10, PM2.5) che dei giorni di sforamento.
Leggi tutto “Inquinamento, CoVid-19 e clima: un bilancio ecologico sociale del 2020.”La bolla olimpica

Per la tutela di Piano Terra e la sicurezza della comunità che lo gestisce e attraversa, la serata si svolgerà in streaming alle ore 19 sulla nostra pagina facebook Offtopic
“Oggi le Olimpiadi sono diventate un’occasione imperdibile per mettere mano ai fondi pubblici e realizzare nuove “indispensabili” infrastrutture per garantire lo svolgimento dei giochi: strade, autostrade, alberghi, stadi non c’è limite alla fantasia e anche alla realtà. Le Olimpiadi, dietro questa aura di valori positivi universali, sono anche diventate la miglior occasione per ridisegnare le città, svuotandole, in tanti modi diversi, di quelle presenze residuali, povere, che frenano lo sviluppo, la crescita del famoso P.I.L. Svuotandole dei soggetti più deboli, spedendoli in periferia, ad arricchire col lavoro sporco, il “centro”, comunque lo si voglia perimetrare. Alla fine, dopo questa smisurata ed iniqua distribuzione della ricchezza, le città e i territori si ritrovano più povere, indebitate e sotto ricatto, mentre un manipolo di imprenditori è già partito in direzione del prossimo grande evento, abbandonando un territorio saccheggiato dal punto di vista ambientale, con conseguenze sociali immaginabili.”
Così scrive Silvio La Corte nel libro da lui curato “La bolla olimpica”, in uscita edito da Mimesis. E in questa sintesi, così cinicamente realistica, possiamo riassumere quello che ci aspetta, e che si sta già concretizzando in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
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