L’ex Piazza d’Armi nel contesto dello smantellamento del patrimonio pubblico

Apparso originariamente su MilanoAmbiente.

La vicenda della Piazza d’Armi di Milano sembrerebbe avviata verso i titoli di coda di un film dal finale scontato e anche un po’ banale. O forse no.

Sembra incredibile eppure non sono in molti a conoscere quest’area verde, grande più o meno come il parco Sempione, incastonata come uno smeraldo tra la caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, i suoi “Magazzini di Baggio” di via Olivieri, l’ospedale militare di Baggio di via Forze Armate e l’ospedale San Carlo Borromeo sul lato di via Cardinal Tosi / via Domokos, praticamente in pieno Far west milanese.

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12 dicembre 1969

Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Vittorio Mocchi, Gerolamo Papetti, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè e Giuseppe (Pino) Pinelli.

Sono questi i nomi delle vittime delle Strage di Piazza Fontana, datata 12 dicembre 1969. 18 nomi e cognomi cui non dovremmo dimenticare di aggiungere Saverio Saltarelli, colpito nel primo anniversario della strage di stato dal candelotto di un lacrimogeno sparato dalla polizia ad altezza d’uomo.

Come ogni anno, perché la memoria si faccia strumento per leggere e agire nel presente, alle ore 18.30 un corteo muoverà da Piazza San Babila. Due giorni più tardi, con appuntamento dalle ore 19, ci si trova invece al Centro Sociale Micene per ricordare Giuseppe Pinelli con parole, musica e un corteo per le vie del quartiere San Siro.

Solitamente non pubblichiamo sul sito le nostre “pillole” quotidiane. Oggi era giusto farlo.

05.12 | Le grandi opere inutili a che servono?

Questo mercoledì saremo ospiti di un’iniziativa dell’Assemblea della Statale dal titolo Le grandi opere inutili a che servono?

Il nostro contributo a più voci costruirà un ponte semantico tra l’esperienza di critica ad Expo 2015, il suo ruolo per le trasformazioni urbanistiche e simboliche della città di Milano, e l’attuale candidatura alle Olimpiadi 2026.

Nel mezzo c’è, evidentemente, il legame insistente tra l’evento e l’economia delle grandi opere inutili, nocive e imposte, che rende possibile l’happening stesso.

La fine dell’uomo: un ciclo di sei appuntamenti al Piano Terra.

Scambio + convivio + cinema: un ciclo di sei appuntamenti all’insegna della fantascienza radicale. Una co-produzione M&C, Off Topic, UAU. Al Piano Terra di Milano, da gennaio 2019

13.01 | Evoluzione e catastrofe

h 18.30 | Incontro
Nell’era della sesta estinzione di massa, mentre completa il più grande ecocidio della storia planetaria, la specie umana ha iniziato la sua trasformazione verso il prossimo gradino dell’evoluzione. Questa volta, però, alla selezione naturale ha sostituito i più precisi e sofisticati mezzi dell’ingegneria genetica e della tecnologia dell’informazione. L’evoluzione verso la specie postumana implicherà non solo dilemmi etici, ma un nuovo patto di coabitazione tra i transumani e una biosfera a sua volta trasformata dalla geoingegneria.

Ne parliamo con Roberto Paura

h 20.00 | Convivio
Spaghetti dell’inizio della fine: carbonara con germogli di barbabietole

h 21.00 | Proiezione
Annientamento, di Garland, GB 2018 (115’) Leggi tutto “La fine dell’uomo: un ciclo di sei appuntamenti al Piano Terra.”