#19O: tornare ad avere un peso politico

Non è stata una sfilata, né una passeggiata: è stato un corteo compatto, duro e deciso, in cui il corpo militante si è felicemente sciolto nella grande varietà ed eterogeneità dei percorsi e delle lotte presenti in piazza. La due giorni di mobilitazione nazionale non è stata una testimonianza, ma una precisa dichiarazione di protesta e di rappresentanza: precari, disoccupati, immigrati, comitati e movimenti per la casa e di difesa territoriale (No Tav, No Muos, No Expo e le sigle minori); il sindacalismo di base e parte di quel mondo del lavoro operaio tradito dai confederali (in prima fila, l’Ilva).

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50, 80 o 100 mila in piazza sabato, importa fino ad un certo punto (sebbene i numeri abbiano ampiamente superato le previsioni più ottimistiche della vigilia): i percorsi presenti che hanno gridato la propria rabbia e la propria storia, incontrandosi e rimanendo compatti cordone dopo cordone, anche nei momenti di maggiore tensione, a significato della propria volontà di organizzazione, non erano riconducibili alla sola galassia dell’antagonismo e dei centri sociali: erano una parte attiva, ma estesa, di popolazione che ha accettato di raccogliersi su parole d’ordine radicali e di sfidare il terrorismo mediatico e politico dei giorni precedenti. Leggi tutto “#19O: tornare ad avere un peso politico”

Expo, crisi e movimenti: nuova rubrica

Da Milano all’Europa
Off Topic si rifà il trucco! Oltre ad una diversa organizzazione grafica e di contenuti, abbiamo deciso di aggiungere al sito la nuova sezione “Expo, crisi, movimenti”. Al suo interno troverete contributi di attivisti e compagni del collettivo sui dibattiti in corso, aggiornamenti dalle lotte territoriali, una rassegna stampa sul mega-evento milanese ed una sui movimenti che scuotono il paese.
Le nuove sezioni – oltre a raccogliere informazioni per cittadini curiosi e perplessi – nascono con l’idea di aprire uno spazio di dibattito e confronto tra realtà e soggetti attivi non solo in difesa del territorio ma che si sentono anche parte del più vasto ribollire di istanze sociali e politiche che ha investito il mondo negli anni della nuova grande crisi.

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Expo e dintorni
Come muoversi nel mare magnum della propaganda pro-Expo 2015? Come raccapezzarsi tra l’immagine trionfale e vittoriosa del progetto di esposizione universale, urlata da comizi e tg, affissa su ogni muro della città e l’immagine reale di un mega-evento capace solo di produrre debito cemento e precarietà, aprendo ferite irreversibili nei quartieri?
Questa rubrica prova a fare una cernita tra le molte informazioni e dichiarazioni, alcune visibili altre più nascoste, che girano su (e in vista di) Expo. Raccoglie aggiornamenti circa i diversi fronti di resistenza, opposizione e protesta aperti in ogni angolo della città da comitati, collettivi, spazi sociali, cittadini che con linguaggi diversi esprimono la stessa rabbia di fondo: questa Expo non s’ha da fare. Leggi tutto “Expo, crisi e movimenti: nuova rubrica”

VideoReport del sabato dei #Ribelli

Nella città in cui negli anni ’90 i Ligresti e i Zunino dominavano, aleggia oggi una desolante nebbia chiamata crisi: il mattone e le sue (passate) certezze imperversano più fragili nella metropoli, si consuma suolo ma il vuoto abitativo cresce. Expo2015 è l’acceleratore di politiche imperniate tanto sul cemento quanto sul debito (pubblico..ma Fonsai insegna anche alcuni privati non rideranno) e la precarietà (lavoro, servizi, modi di vita). Milano è il laboratorio a cielo aperto di queste politiche cdi estrazione del valore da tutto ciò che cammina, respira, esiste. La valorizzazione del suolo e la finanziarizzazione del sociale marciano di pari passo per estrarre ricchezza da popolazioni indisponibili a cedere al ricatto dell’austerity.

Abbiamo attraversato il 12 ottobre, giornata nazionale e di lotta diffusa contro le devastazioni che dalla Val Susa a Niscemi colpiscono abitanti e territori, come spazio di ricomposizione e confronto tra battaglie locali per la difesa di parchi e verde urbano. Leggi tutto “VideoReport del sabato dei #Ribelli”

Perché #Ribelli ad Expo 2015?

Si protesta in Brasile e si muore in Qatar nei cantieri aperti per realizzare le prossime edizioni dei mondiali di calcio. Si paga la crisi in Grecia e si suda freddo a Roma per effetto delle olimpiadi passate o col pensiero proiettato a quelle a venire. I giorni scorrono ovattati nei quartieri di Milano, dove l’unica certezza è che anche questa trovata dell’Expo scorrerà senza traumi né entusiasmi.

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Qui, insensibili alla cartellonistica più invasiva di sempre, si vivacchia nella più gelida indifferenza verso l’evento vetrina che avrebbe dovuto spolverare l’immagine turistica e internazionale della city. Il composito fronte del sì (e con lui il precario versante dell’opposizione) guarda a questo autunno come definitivo giro di boa verso il traguardo del 1^ maggio 2015. Tutto quello che dentro e fuori i recinti dell’esposizione avverrà in quei sei mesi, si realizza qui ed ora. Un countdown lungo 500 giorni per edificare padiglioni e complessi residenziali, asfaltare le campagne, rivitalizzare ideologie moribonde e coagulare le galassie dei perplessi, degli indifferenti e dei furbi attorno ad un’expo assolutamente priva di appeal dentro e fuori le mura della città. Milano si scrive metropoli ma si legge paesone. Leggi tutto “Perché #Ribelli ad Expo 2015?”