Città studi: una questione aperta, una proposta per continuare

 

Parigi, 1953
Intorno alle metà dell’800, durante il regno dell’imperatore Napoleone III, fu scelto come prefetto di Parigi il Barone Haussmann, uomo forte e deciso, descritto dalle cronache del tempo come intelligente, ambizioso e subdolo.
La trasformazione che il Barone impose a Parigi fu drastica. Adottò come nobile alibi la creazione di una nuova città, pulita e luminosa, capace di garantire, sul piano igienico e sanitario, condizioni minime di vivibilità per le masse di contadini che dalle campagne si riversavano nella capitale. In effetti la sua opera, sorretta da scrupolosità balistica, mirò alla completa distruzione di quel reticolo di vie e viuzze contorte del centro – famosa era la zona del mercato di Les Halles – che erano luoghi di epidemie ma soprattutto di rivolte.
Hausmann sventrò tutto. Trasformò l’urbanistica – se tale fu la sua competenza – in una scienza al servizio del potere, della forza e della repressione. I nuovi grandi viali dovevano essere percorribili da carri e cavalieri, e non dovevano offrire riparo dai colpi di cannone. I nuovi isolati di geometrica precisione trasformarono la Parigi di Hugo nella Città degli Eventi (oggi diremmo la città vetrina) e diedero impulso ad una innovativa dinamica speculativa, meglio nota come rendita.
I problemi veri rimasero irrisolti. I poveri rimasero irrimediabilmente poveri, i ricchi diventarono se possibile più ricchi, il potere ne approfittò per rinforzarsi.

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10 domande e risposte sulla bislacca riapertura dei Navigli.

Al tempo della lotta #nocanal, quando l’expo-canale noto come “via d’acqua” rischiava di devastare quattro parchi della città, avevate ragione…ma oggi perché siete contro l’apertura dei navigli? Questo non si capisce.
Da più parti, nessuno si sente personalmente chiamato in causa, ci è giunta voce di un bisogno di chiarimento sul lancio di #battaglianaviglia, il gioco con cui abbiamo aperto la campagna di contrasto al non-referendum del sindaco Sala (vedi l’evento del primo torneo!). Con questo contributo proviamo a rispondere alle domande che ciascuno di noi ha collezionato in queste settimane.
Perché siete contrari all’apertura dei navigli?

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Presidio: liberiamo Piazza d’Armi da cemento e privatizzazione!

Domenica 28 gennaio
H15, Via della Rovere ang. F.F.A.A.
PRESIDIO PER LA PIAZZA D’ARMI DI MILANO (qui su facebook)

Né cemento, né privatizzazione: per la Piazza d’Armi vogliamo natura, agricoltura, imprese sociali e culturali. Ridateci il nostro verde bene comune!

Per troppi anni la storica Piazza d’Armi di Milano, un polmone verde di 35 ettari alle porte di Baggio, è rimasta ostaggio della burocrazia: inutilizzata dallo stato, chiusa ai cittadini.
All’interno il verde è cresciuto rigoglioso ma i suoi cancelli restano chiusi alla pubblica fruizione. Cos’è successo fuori? Il ministero della difesa ha ceduto la proprietà ad Invimit SGR con l’obbiettivo di vendere e fare cassa e il Comune di Milano ha siglato un PGT che prevedeva l’edificazione di diverse decine di grattacieli a cintare il verde residuo.

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ATM a 2 euro? Anche no e diciamoci pure perché.

Ha sollevato polemiche (molto contenute in realtà) la scelta annunciata dalla giunta milanese di alzare il prezzo della singola corsa ATM da 1,5 euro a 2 euro. Sui social si stanno scontrando la fazione dei “realisti” (al grido di “non si poteva far altrimenti”) e quella dei “tornellisti” (al grido di “è colpa dei portoghesi”). Noi tifiamo #2euromai. Sullo sfondo un universo, quello dei trasporti locali, in grande agitazione, non solo nel capoluogo lombardo.

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Maptime Mi: Scandaglio, sondiamo la città

Maptime Mi e OpenDot questa volta vi aspettano lunedì 27 novembre alle 19 con Off Topic per parlare del progetto “#Scandaglio – Strumenti e pratiche per sondare la città”.

La call completa dell’iniziativa a cui siamo invitati sta giusto qui, su fb…cercatela.