L’alterabito era un’invenzione dei Laboratori Bell, scoperta accidentalmente da uno degli addetti tecnici […]. Fondamentalmente il suo progetto consisteva di una lente di quarzo sfaccettata, collegata con un computer miniaturizzato le cui banche della memoria contenevano fino a un milione e mezzo di minute rappresentazioni fisionomiche di numerose persone: uomini e donne, bambini, con ogni sorta di varianti codificate e incorporate e quindi proiettate verso l’esterno in tutte le direzioni nella stessa misura, sopra una membrana sottilissima, larga a sufficienza per aderire alla figura di un uomo di media taglia.
Un oscuro scrutare, Philip K. Dick, 1977
L’alterabito [scramble suit] indossato da Bob Arctor, nome in codice Fred, era in grado di ingannare le più avanzate tecnologie di riconoscimento facciale permettendogli di rimanere anonimo. Le visionarie capacità di Philip K. Dick si confermano nuovamente e, quarantatre anni dopo la pubblicazione del racconto “Un oscuro scrutare” [A scanner darkly], il dibattito sul riconoscimento facciale (e più in generale sui dati biometrici) e privacy è più vivo che mai.
Leggi tutto “Appunti di autodifesa digitale: video, riconoscimento facciale e AI”


