Per la giustizia sanitaria e climatica ora! 📆 13 dicembre ore ⏰14:30 📍Parco Nord – Via Aldo Moro/via Daniele Comboni.
Non è bastato battere il numero di giorni oltre il limite di PM10 dell’anno scorso arrivando a quota 75 giorni (il limite UE è di 35). Non è bastato avere uno dei peggiori novembre degli ultimi anni con 22 giorni su 30 oltre i limiti: il Comune di Milano ha intenzione di continuare la sospensione di qualsiasi misura anti-smog (Area B e C in primis) fino a gennaio, senza prevedere alcun incentivo o potenziamento della mobilità pubblica.
Il 10 novembre, come avevamo anticipato, è stato annunciata la cordata vincitrice del bando sull’ex scalo ferroviario di Porta Romana: Coima-Covivio-Prada, con il loro progetto da 180 milioni di euro, si assegnano dunque uno dei 7 antichi snodi ferroviari milanesi, al centro della “terza rivoluzione urbanistica” della città, puntando alle Olimpiadi invernali 2026 e oltre. In particolare Coima, dopo Porta Nuova, diventa così banditore (Scalo Farini), unico partecipante e vincitore (Romana) della più grossa operazione immobiliare di Milano.
Nel solco delle mobilitazioni di queste settimane, le responsabilità sul territorio lombardo e milanese sono tante per ciò che non è stato fatto in 6 mesi di tregua epidemiologica. Mercoledì saremo in piazza della Scala, assieme a una rete di realtà milanesi e non solo, per portare le nostre rivendicazioni al sindaco di #milanononsiferma.
Per la tutela di Piano Terra e la sicurezza della comunità che lo gestisce e attraversa, la serata si svolgerà in streaming alle ore 19 sulla nostra pagina facebook Offtopic
“Oggi le Olimpiadi sono diventate un’occasione imperdibile per mettere mano
ai fondi pubblici e realizzare nuove “indispensabili” infrastrutture per
garantire lo svolgimento dei giochi: strade, autostrade, alberghi, stadi non
c’è limite alla fantasia e anche alla realtà. Le Olimpiadi, dietro questa aura
di valori positivi universali, sono anche diventate la miglior occasione per
ridisegnare le città, svuotandole, in tanti modi diversi, di quelle presenze
residuali, povere, che frenano lo sviluppo, la crescita del famoso P.I.L.
Svuotandole dei soggetti più deboli, spedendoli in periferia, ad arricchire col
lavoro sporco, il “centro”, comunque lo si voglia perimetrare. Alla fine, dopo
questa smisurata ed iniqua distribuzione della ricchezza, le città e i territori
si ritrovano più povere, indebitate e sotto ricatto, mentre un manipolo di
imprenditori è già partito in direzione del prossimo grande evento,
abbandonando un territorio saccheggiato dal punto di vista ambientale, con
conseguenze sociali immaginabili.”
Così scrive Silvio La Corte nel libro da
lui curato “La bolla olimpica”, in uscita edito da Mimesis. E in questa
sintesi, così cinicamente realistica, possiamo riassumere quello che ci
aspetta, e che si sta già concretizzando in vista delle Olimpiadi invernali
Milano-Cortina 2026.
Nella giornata di lunedì il governatore Fontana (contraddicendo quanto dichiarato dal segretario stesso del suo partito pochi giorni prima) ha annunciato, previo accordo con il ministro Speranza e il sindaco di Milano Sala, che da giovedì 22 e fino al 13 novembre sarà in vigore il coprifuoco in Lombardia dalle 23 alle 5. La misura viene giustificata con il rialzo dei contagi e come “alternativa” a un nuovo possibile lockdown regionale, ma al tempo stesso la giunta leghista lo definisce un provvedimento “simbolico”.
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