Contro la città dei padroni
Casa, solidarietà, accoglienza, autogestione

Le lotte vive scendono in piazza.
Corteo H12 da Piazza Duca d’Aosta a Porta Venezia

Sabato 6 Settembre scenderemo in piazza contro lo sgombero del Leoncavallo per rivendicare lo strumento dell’occupazione e perché crediamo che difendere la memoria militante del Leoncavallo significhi difendere gli spazi e le lotte di oggi.

L’appuntamento delle 14 a Porta Venezia non può essere sufficiente. Come lotte vive di questa città, vogliamo puntare il dito CONTRO LA CITTÀ DEI PADRONI. Contro la loro arroganza, la loro violenza liberticida, la loro sete di potere e denaro.
Vogliamo dimostrare che Milano non è tutta come vorrebbero loro: una città grigia di cemento, acciaio e vetro, su misura di ricco. La Milano che chiamiamo in piazza è viva, colorata e moltitudinaria. La Milano degli Spazi Sociali, una Milano capace di dire a gran voce e senza timore: “Questa città di chi pensi che sia?”

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Alcune questioni politiche fondamentali verso il corteo del 6 settembre

Lo sgombero del Leoncavallo è stato sicuramente un evento chiarificatore e dirimente: non tanto perché mette fine all’antagonismo in città o alla lunga storia del Leo – in molti l’hanno ricostruita in questi giorni ed è evidente che non si possa parlare di un solo Leoncavallo (come è forse inevitabile fosse per una storia politica lunga 50 anni), ma di diversi succedutisi tra loro sotto molto aspetti con profonde soluzioni di continuità, dall’antagonismo del primo ventennio fino alla svolta “istituzionale” successiva; nemmeno perché rappresenterebbe una sorta di “anno zero” rispetto agli sgomberi e all’attacco agli spazi sociali, a Milano come nel resto del Paese. È per il suo carico di storia e lo spazio occupato nell’immaginario collettivo, talmente pesanti che costringono ad affrontare ambiguità per troppo tempo taciute o messe in secondo piano per quieto vivere e strategia di conservazione e sopravvivenza. E queste riguardano direttamente il “modello Milano” e il rapporto con esso avuto dal Leo, in termini non conflittuali.

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Aprire voragini – Sul terremoto dell’urbanistica a Milano

Tra il 16 e il 17 Luglio è arrivata una nuova e più forte scossa del terremoto urbanistico che nell’ultimo anno sta colpendo il governo di Milano, a tutti i suoi livelli: non soltanto è stato colpito direttamente da richiesta di arresto – tutta da confermare – un esponente politico di primo piano, come l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune Giancarlo Tancredi; ma per la prima volta viene coinvolto anche il “sindaco ombra” e patròn di Coima Manfredi Catella e il “sindaco ufficiale” Beppe Sala. 

Proviamo a muovere alcune considerazioni strettamente politiche, senza annunciare la “fine del dopo-Expo” o del modello Milano, perché ciò a cui stiamo assistendo è un colpo all’attuale sistema di potere, ma è troppo presto per dire se ne saranno intaccate alla base le sue premesse estrattiviste e privatizzatrici.

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3 luglio, Milano: CITTÀ PUBBLICA E CASE PER TUTT*!

Condividiamo e riprendiamo l’appello dell’assemblea metropolitana che ha promosso la manifestazione contro caro affitti, sfratti, sgomberi e speculazione immobiliare del prossimo 3 luglio – ritrovo ore 18:30 in piazzale Lodi.

Con l’occasione, condividiamo anche le mappature su trasformazioni urbane e grandi proprietari, realizzate negli scorsi due anni nell’ambito del laboratorio collettivo e aperto, pubblicate poi nei Pieghevole – Grande San Siro e Pieghevole – Grande Corvetto: due autoproduzioni frutto dell’intelligenza critica comune tra attivist*, abitanti dei quartieri, giornalist* e ricercator*, pensate come strumenti di lotta a disposizione di chi resiste ogni giorno per difendere il proprio diritto all’abitare una città che vogliamo pubblica e comune.

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Bella Corvetto ma non ci vivrai

Propaganda retorica comunale e estetica del vuoto

Chi può essere contro più verde, più alberi, più aree colorate e attrezzate per il gioco, per lo sport e per la convivialità? E quindi chi può opporsi in sé al fatto di avere meno asfalto, meno macchine, meno traffico, una maggiore mobilità ciclopedonale? Chi è contro la ristrutturazione di un vecchio mercato del 1949, portato così in classe energetica A e dotato persino di un impianto fotovoltaico sul tetto? Chi può difendere uno status quo fatto di parcheggi francamente brutti sul piano estetico e colate di cemento?

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