La “questione San Siro” oltre i processi: un discorso politico sullo scontro in corso

Martedì 31 marzo la Procura ha aperto una nuova inchiesta sulla vendita del Meazza a Inter e Milan da parte del Comune di Milano. Nel registro degli indagati ci sono nove persone, tra cui: il Direttore Generale del Comune di Milano Christian Malangone; l’ex-assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi; la dirigente Simona Collarini, ex-direttrice della Rigenerazione Urbana e responsabile del procedimento di cessione dello stadio. Oltre ad amministratori delegati, dirigenti e consulenti di Milan e Inter, la più nota delle quali è l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, già assessora all’urbanistica e vicesindaca nella giunta Pisapia.

I reati contestati e ipotizzati sono quelli di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. I magistrati avrebbero in particolare individuato lo scambio di due bozze di Deliberazioni comunali tra l’attore pubblico e la parte privata, volte a “orientare l’iter amministrativo” e a concertare insieme tramite “accordi informali e collusioni” “le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. Ovviamente le delibere sono atti che non potrebbero uscire dagli uffici comunali prima della loro approvazione. I PM ipotizzano così il favoreggiamento degli interessi privati delle due società a scapito dell’interesse pubblico, da parte della stessa Amministrazione Comunale che in teoria dovrebbe tutelarlo e garantirlo.

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Da Padova alla Barona: i teoremi giudiziari contro i comitati di lotta per la casa

Lo scorso 27 febbraio, dopo oltre 10 anni, si è concluso con l’assoluzione di 75 imputat* il processo contro il comitato di lotta per la casa di Padova. Nelle prossime settimane si aprirà invece un nuovo procedimento penale che coinvolge 5 militanti dell’ex CAAB – Comitato Autonomo Abitanti Barona: come quello padovano e il precedente milanese di attacco al movimento casa del Giambellino, anche questo rappresenta un nuovo caso di criminalizzazione politica attraverso un teorema giudiziario, che interpreta la sacrosanta autorganizzazione dal basso in “racket” e “attività estorsiva”. L’obiettivo: delegittimare le lotte per il diritto all’abitare; ribadire la sua subalternità rispetto alla difesa a oltranza della proprietà privata e della speculazione; assolvere le istituzioni e governanti dalle proprie responsabilità di garantire una casa dignitosa come diritto umano inalienabile – oltre che rimuovere le proprie colpe per lo stato di abbandono e incuria in cui versa il patrimonio abitativo pubblico. Complici e solidali con l* compagn* della Barona, facciamo il punto preparandoci a una nuova campagna di solidarietà e supporto.

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Know your friends. Appunti dalle Utopiadi 2026

Condividiamo alcuni appunti sulle giornate di febbraio a Milano: apertesi con la contestazione al passaggio della fiaccola olimpica giovedì 5, la liberazione dell’ex PalaSharp (ora PalaUtopiadi) dal 6 all’8, la manifestazione popolare di San Siro venerdì sera e il corteo nazionale di sabato 7. In un’ottica di rete ed ecologia organizzativa del movimento, non ripeteremo quanto hanno già scritto in altri contenuti da diverse collettività in questi giorni: ZAM, Napoli Monitor, Le Sberle, i Centri sociali delle Marche, APE Milano, Mountain Wilderness – oltre che naturalmente il comunicato che abbiamo scritto assieme al resto del Comitato Insostenibili Olimpiadi stesso pubblicato domenica. Contributi fondamentali che compongono il discorso politico e pubblico che abbiamo cercato di portare in questi anni e che colleghiamo al ciclo di piazze e mobilitazioni apertesi, a livello locale, con lo sgombero del Leoncavallo, e, a livello nazionale, con gli scioperi per la Palestina dell’autunno – arrivate fino al 31 gennaio a Torino, la nuova mobilitazione dei portuali del Mediterraneo il 6 febbraio e che in prospettiva vediamo nel prossimo 22 febbraio a Verona e nei cortei del 28 marzo.

Proveremo a descrivere le Utopiadi e le piazze del 5-8 febbraio con alcune parole e concetti chiave, che ci possono aiutare a spiegarne ulteriormente il senso e approfondirne alcuni tratti con lo sguardo già rivolto a domani.

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Scioperiamo le Olimpiadi: grande evento e lavoro

A poche settimane dall’inaugurazione delle Olimpiadi e registrando purtroppo un nuovo caduto sul lavoro olimpico (il sorvegliante notturno nel cantiere di Cortina, che segue il lavoratore morto a Bianzone nel cantiere della tangenziale di Tirano dello scorso 13 dicembre), oggi giovedì 15 gennaio è in corso il primo sciopero a Milano convocato proprio contro le condizioni imposte a lavoratrici e lavoratori nel mese dell’evento: il sindacato Cobas Trasporti del Comune di Milano ha lanciato infatti 24 ore di agitazione per protesta, dopo la firma dell’accordo firmato con ATM da Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl, Orsa e RSU. Cosa prevede?

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Assemblea pubblica verso le giornate di contestazione alle insostenibili Olimpiadi | 29 novembre | ore 10:30 | Università Statale di Milano

Il 29 novembre mancheranno poco più di 60 giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. 

Convochiamo un’assemblea pubblica di convergenza e organizzazione delle mobilitazioni di febbraio, marzo e aprile 2026: dall’inaugurazione dei Giochi olimpici il 6 febbraio alla conclusione delle ParaOlimpiadi, fino al periodo successivo, perché  il saccheggio di Milano, Cortina e dei 400km di arco alpino che subisce il grande evento non termina con la sua fine e così la nostra lotta sull’eredità olimpica nei quartieri e nei territori di montagna.

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