Cronache n. 02 | Grandi previsioni, grandi responsabilità

A grandi previsioni corrispondono grandi responsabilità

expo-milano_pietramontecorvino_foggiaweb

Pensavo che lo scroscio temporalesco notturno m’avesse rinfrescato le idee, giunto nella gabbia di cemento di piazza Duomo tutto ritorna ad offuscarsi. Il centro di Milano in estate è un microonde. Il Duomo offre un momento di refrigerio ma per entrarvi ora si deve pagare. I fucili dei militari ne difendono i confini, a lato s’intravedono camionette pronte a partire nel caso i tedeschi tornino ad invaderci. Non c’è più la mela di Pistoletto: il sole ne aveva bruciato la parte superiore, la temporaneità dell’installazione era però forse già programmata. Mela ad evanescenza programmata, forse era questo il titolo dell’installazione.
Il picco turistico in centro a Milano, ad occhio, ogni anno avviene da fine aprile ad inizio giugno.
La città, anche nell’anno di Expo2015, pare esser sopravvissuta. Anche al tradizionale concerto di RadioItalia, che quest’anno ha sfoggiato il Liga. Anche all’arrivo del Giro d’Italia (evento Expo….) che come spesso capita è giunto a Milano ed ha incoronato il Pistolero, nonostante la crisi del Sestriere.
Mentre i flussi turistici in Duomo, nel mese di maggio, ad occhio potrebbero esser leggermente aumentati, oggi si torna alla calma piatta di questo periodo, in cui le scuole sono finite ma le vacanze in pratica non sono iniziate. Ora è il turno degli oratori, che da tutta Italia dovrebbero convergere a Milano in visita ad Expo e, se tutto va bene, un giro al Duomo se lo faranno.

Monta in città la polemica sui numeri reali di Expo, secretati dal commissario unico. Al di là degli ingressi nel sito, i flussi turistici sarebbero ricavati anche semplicemente dai passeggeri dei mezzi pubblici, dalla racconta rifiuti, dall’imposta di soggiorno, da dati quindi utili ad offrire un numero utilizzabile sia per ragionare sul mega-evento sia per ragionare sul suo indotto. L’unico numero invece che viene sbandierato ai quattro venti è l’aumento delle transazioni con carta di credito, frutto evidentemente della ristorazione hi-tech di Expo2015.
Cassieri di tutto il mondo, fatevene una ragione: questo è il motto di CartaSi, impegnata come tutti ad offrire di sé un’immagine anche di sinistra, dalla parte dei lavoratori.
I commercianti milanesi però non ci stanno: i turisti promessi da Expo non esistono! Alcuni di noi addirittura stanno subendo cali nelle vendite!

Premesso che dei commercianti milanesi in sè, oggi per lo più gestori di negozi in franchising, nutro lo stesso interesse che posso avere per una pinzatrice inceppata, ricordo che la questione dell’indotto Expo è fondamentale per riuscire ad orientare le mie future indagini. L’Università Bocconi, per la campagna elettorale della Moratti, presentò una ricerca i cui numeri fanno ancora girare la testa a molti milanesi, che continuano a ripetere il mantra della grande occasione come se fosse il salmo responsoriale che prelude la tanto attesa fine della liturgia. L’expoentusiasmo suscitato da questi numeri sparati a caso, su cui mi soffermerò la prossima settimana, si è concretizzato materialmente nell’apertura di numerose nuove attività commerciali. A tema cibo ovviamente. Solo in via santa margherita se ne contano tre. Queste nuove attività, banalmente, hanno allargato il campo dell’offerta mentre il campo della domanda, in realtà, non si è altrettanto allargato. Certo, c’è Expoincittà ad offrire eventi impedibili come l’Aperitivo Svizzero ed il Fashion Show del Gruppo Coin.. Ci sono i Navigli che soprattutto il fine settimana sono pieni, ma in quale dimensione i locali di Darsena e limitrofi non sono pieni d’estate? Senza considerare poi la concorrenza spietata di Expo2015 ed i suoi splendidi e costosissimi ristoranti, senza considerare le dimensioni del sito expo che costringono il visitatore ad impiegare (questo a detta degli organizzatori, non dei detrattori) più giorni per la visita, giorni inevitabilmente sottratti alla visita della città. Senza considerare il fatto che all’interno del sito Expo non esiste alcuna promozione reale della città che sta ospitando l’evento, poiché nel libero mercato è un competitor della città di Milano. L’unico incremento consistente pare quindi essere quello degli alberghi del nordovest, in zona Expo quindi, incremento che potrà essere capitalizzato anche dopo expo visto che su quei terreni, ancora una volta, importanti università milanesi stanno ragionando sul che fare dopo l’esposizione universale. Il prossimo anno le macerie di Expo potrebbero sedurre nuovamente milioni di visitatori, oppure è solamente un’ipotesi azzardata formulata in una giornata di sole acido a pochi metri dall’ombra del padiglione Zero.

La polemica inerente le aperture serali da prolungare ha reso evidente un nervo scoperto portando in piazza lo scontro degli interessi dei commercianti milanesi con quelli del sistema expo strettamente inteso. Un giro in centro, una passeggiata nella movida, un salto al mercato metropolitano, una foto alla nuova Darsena ed ai suoi splendidi mattoncini rosa mi hanno reso evidente quello che sulla carte era prevedibile da tempo: a grandi previsioni corrispondono grandi responsabilità.
I numeri di Expo riusciranno a ribaltare la frittata? Lasciatemi una settimana di tempo per indagare…..

Appendice:
Comunicato della rete NoExpo sui licenziamenti Expo e sul filtro della questura (ci mettiamo il titolo giusto ovviamente ora sono parzialmente scollegato e non riesco a reperirlo)

 

Appendicite:

Opinioni moderate dal versante modaiolo
Il solito Barbacetto
Ai confini di Expo: l’obesità si può combattere anche quando pare non esserci più speranza
ExpoInCittà: 34683 (,38 periodico) appuntamenti: anche solo per sbaglio può essere che vi parteciperai. Non farti troppe domande, inserisciti nel vortice del divertimento culturistico!
Gli svizzeri rosiconi vanno a verificare l’esattezza delle critiche NoExpo su numeri e biglietti venduti.

Cronache n. 01 | La minaccia fantasma

Dopo avervi offerto il bollettino NoExpo, appuntamento settimanale in cui, attraverso brevi report, abbiamo accompagnato il passo stanco del mega-evento verso la giornata di apertura e l’altrettanto stanco passo del militante NoExpo verso la contestazione del primo maggio, vi offriamo da oggi, ogni mercoledì, le cronache del Decumano: una sorta di resoconto dalla città vetrina del nostro inviato Felix Magath.

expo-milano-4

Cronache dal Decumano

La minaccia fantasma
Una linea retta è il culmine della sperimentazione architettonica milanese. Leggi tutto “Cronache n. 01 | La minaccia fantasma”

Lavoro anch’io. No, tu no. Ma come..la Coop non ero io?

f1_0_con-aperti-al-mondo-17-siti-storici-e-artistici-aperti-a-milano-per-expo

Un giovane lavoratore firma per un contratto trimestrale con Coop Lombardia all’interno del sito Expo 2015. Arriva il 30 aprile. A un giorno dall’ingresso in servizio, e a seguito da un brevissimo percorso di formazione, viene convocato dal datore che gli dice “salta tutto, grazie comunque”. A nessuno piace la precarietà ma immaginatevi nei panni di chi, incensurato, viene lasciato a casa a 24 ore dall’ingresso in servizio senza alcuna spiegazione. Leggi tutto “Lavoro anch’io. No, tu no. Ma come..la Coop non ero io?”

Bollettino Finale | Resisteremo un secondo più di Expo2015

expo flop

 

Expo2015 è un flop, un buco che rischia di far crollare ogni equilibrio sociale esistente. C’è però un’Italia che non si rassegna, coordinata dal Renzismo (un progetto di governo con un orizzonte ventennale), un’Italia che vuole fare squadra con chi tira le fila a livello economico e sociale. Che paese è? E’ l’Italia dei palazzinari, ora internazionali, che a suon di cemento hanno ricostruito il territorio e lo hanno piegato alle logiche della rendita. E’ il paese della grande finanza, che ha scommesso forte su Expo consapevole che anche in caso di buco una nuova infornata di cash pubblico risolverà tutto. E’ l’Italia dei soliti noti, a capo di imprese in grado di vivere solo depredando fondi pubblici (CMC, Mantovani, Impregilo ecc ecc). E’ l’Italia dei caporali e di molti padroncini, spesso messi in rete dalla ndrangheta, attenti profittatori delle occasioni in cui i controlli sul lavoro diventano difficili ed inefficaci. E’ l’Italia di chi vuole sconvolgere tutto per non cambiare niente, il solito belpaese raccontatoci dalla grande stampa, il paese  in cui i disoccupati non lavorano perché non hanno voglia di lavorare, il mercato deve gestirsi da sé ed i lavoratori devono rimboccarsi le maniche per il bene di chi governa.

MANIFESTO MAYDAY

Gli attori che compongono questa narrazione ogni giorno, nello specifico #expottimista, sparano numeri a caso (il caso dei biglietti venduti non si sa come e soprattutto a chi, però sappiamo di un’intensa campagna sconti, ora anche per i dipendenti del Comune di Milano), commentano sereni l’ennesima tangente (Maltauro e soci, ovvero la “cupola di Expo”, non ce la dimentichiamo, ma perché non ricordare gli ultimi exploit di Bobo Maroni?), parlano un giorno di ogm free ed il giorno dopo di ogm, offrono posti di lavoro non pagato e, per citare un episodio recente, non trovano personale iperqualificato da inserire negli splendidi stage da 500 euro al mese. Senza alloggio e senza mezzi pubblici. Tutto con soldi puramente pubblici. All’interno di un’azienda che pratica l’entropia come modello organizzativo. Gli stessi attori che in questi giorni, finite le cartucce, stanno mettendo in scena una campagna d’odio, di diffamazione e di repressione (passando anche ai fatti) nei confronti dei “NoExpo”.
Li abbiamo conosciuti uno ad uno nel corso dei bollettini NoExpo, un appuntamento settimanale attraverso cui abbiamo raccontato le malefatte Expottimiste e la cecità programmata di un mainstream che ha offerto il proprio endorsement ad Expo2015 previo lauto assegno versato in aiuto delle dolenti casse dei più prestigiosi giornali della penisola.5 giornate
Anche con questo bollettino vi abbiamo in questi mesi offerto una narrazione differente, ora vi chiediamo di unirvi a noi in quel che saranno le prossime cinque giornate di Milano, vi chiediamo di passare all’azione con l’obiettivo di uscire dalla spirale negativa acuita dal megaevento e di diventare protagonisti del vostro/nostro territorio.
Non ci meritiamo questo scenario, non ci rassegniamo, non ci pieghiamo ai voleri della giunta di Expopolis!