Scali ferroviari: storia, progetto, conflitto

Di cosa parliamo quando parliamo di scali ferroviari

La storia degli scali parte da lontano, dalla metà dell’800.

A partire dal 1840 decine di imprese ferroviarie iniziano a realizzare linee sparse sull’intero territorio, e intorno al 1880 entrano in stato di crisi e dissesto.

Lo Stato unitario decide di intervenire: tra il 1880 e il 1905 il patrimonio viene rilevato, le società private sono indennizzate, il sistema ferroviario diventa servizio pubblico. Tutte le aree sono acquistate dallo Stato ed entrano a far parte del demanio ferroviario.

Per quasi cent’anni gli scali svolgono un servizio fondamentale per la mobilità: linea, stazione, interscambio, deposito o manutenzione. Hanno conformazioni particolari, a volte si integrano nella città, a volte ne rimangono un po’ separati. Beneficiano anche di un involontario aumento di valore, perché situati in posizioni strategiche, all’interno di un tessuto urbano che cambia. Ma si tratta di un valore puramente nominale, perché sono scali, fatti di binari e traversine. Leggi tutto “Scali ferroviari: storia, progetto, conflitto”

COP21 E PIAZZE NEGATE  –  CONTRIBUTO PER IL 29.11 A MILANO

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“Energia e difesa tirano le borse”. Così titolava Il Sole 24 Ore il lunedì successivo alla strage di Parigi, commentando con malcelata gioia la riapertura delle piazze finanziarie. In un momento di generale depressione economica e nonostante le forti incertezze per l’instabilità causata dai fatti di venerdì 13 novembre in Francia, la prospettiva di un accordo generale (non importa di che tipo) alla conferenza internazionale sul clima, insieme alle dichiarazioni di guerra di Hollande, della Russia e della coalizione anti-Isis, hanno regalato in maniera controintuitiva il segno “più” a molti listini. Leggi tutto “COP21 E PIAZZE NEGATE  –  CONTRIBUTO PER IL 29.11 A MILANO”

Comunicato | La critica al modello Expo è nel DNA delle lotte sociali

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Milano, 12 novembre 2015

Questa mattina, nel corso di un’operazione repressiva relativa ai fatti del primo maggio, sono state disposte dieci custodie cautelari e cinque denunce a piede libero, per altrettante/i attiviste/i nella città di Milano e in Grecia. Otto degli arresti sono stati già eseguiti. Il capo d’imputazione più grave è quello di devastazione e saccheggio.

Per anni, il nostro laboratorio ha fatto dell’opposizione a Expo e al suo modello di governo del lavoro e dei territori una campagna qualificante. Alcuni passaggi di questo percorso sono stati espressione collettiva nella cornice della rete NoExpo, altri no. Ne abbiamo scritto e ragionato con compagne, attivisti, comitati, curiosi e morbosi in più di un’occasione, talvolta con toni aspri, senza tuttavia distogliere lo sguardo dall’obbiettivo: scardinare la narrazione universale di Expo, del suo partito politico e cementizio, della sua eredità emergenziale e normalizzante allo stesso tempo.
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Assemblea pubblica verso la Cop21 si Parigi

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Diffondiamo l’appello promosso da “Not our cop21

Appello verso l’assemblea pubblica per la costruzione di un percorso su Cop21: 14.11 @ unimi | 29.11 in piazza a Milano

Dal 30 novembre al 12 dicembre, Parigi ospiterà la 21° COP: la conferenza sui cambiamenti climatici che sempre più investiranno un pianeta sfruttato e spremuto per sostenere stili di vita, di produzione e di consumo inaccettabili.

Dietro la vetrina dei meeting internazionali tra capi di stato, si cela il tentativo di organizzare l’adattamento alla febbre del pianeta, piuttosto che l’assunzione di impegni vincolanti per ridurre i nostri impatti, combattere le nocività e cambiare radicalmente rotta. Leggi tutto “Assemblea pubblica verso la Cop21 si Parigi”

Nonostante Expo, la realtà | documento di fine Esposizione

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Riavvolgiamo per un attimo il nastro e fissiamolo a una immagine e una data: Palais de Congrès, Parigi, 31 marzo 2008. Sul palco le facce sorridenti di Romano Prodi, Letizia Moratti, Massimo D’Alema e Roberto Formigoni. Ecco la rappresentazione del sistema Paese che riporta a Milano, cento anni dopo, l’Esposizione Universale. Centro destra e centro sinistra insieme, le larghe intese non sono un esercizio retorico o intellettuale, ma il modo di governare comprando il consenso e anestetizzando il conflitto.

Negli anni le figure politiche ed economiche sono in parte cambiate, i quattro di Parigi sono stati spazzati via dai competitor interni ai loro partiti. I mondi che rappresentavano sono invece rimasti al loro posto. Expo 2015 è stata per loro “l’occasione che capita una volta ogni cento anni”. Per fare cosa? Business, certo. Ma soprattutto sperimentare il governo di domani. Portiamo il nastro un po’ più avanti, fermo immagine numero 2: Roma, 6 maggio 2013, l’amministratore delegato di Expo Spa Giuseppe Sala viene nominato dal governo Letta Commissario Unico di Expo. L’emergenza creata ad arte con i ritardi degli anni precedenti apre la strada alla gestione commissariale. L’eccezione diventa regola, la deroga diventa norma. Leggi tutto “Nonostante Expo, la realtà | documento di fine Esposizione”