Fuori Fase – 09 – finanza, mattone e abitare pt. 1

Un crudo elenco, accompagnato da marcetta funebre, di dati dei valori immobiliari a Milano a inizio 2021: il calo degli affitti di alcune aree (-15/20%), l’aumento di disponibilità di alloggi in città (+231%), i prezzi di vendita al mq praticamente rimasti bloccati, la concentrazione della proprietà immobiliare – il 59% della è nelle mani del 20% di famiglie più abbienti. E poi la crisi abitativa ed ecologica, acuita da consumo di suolo e aumento densità di edificazione, su cui davvero Milano non si ferma. Giunti al secondo anno di crisi pandemica possiamo affermare che il potere del mattone nel capoluogo lombardo sembra essere più forte della crisi economica e sociale causata dal Covid-19.

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Critical mass per la salute dei territori. Vol. 3: il “far west” di Milano

Il parco di via Cividale a Baggio è oggetto di un progetto che vedrebbe una pista ciclabile minacciare verde e alberature, piuttosto di sottrarre spazio e velocità al traffico veicolare. Questo progetto, figlio del bilancio partecipativo che restituisce alla periferia ovest 500 mila euro non va buttato via, ma si può e si deve modificare. Lo stesso parco che abbiamo liberato dalla “spada di Damocle” della via d’acqua per Expo è oggi interessato da una delle tante minacce che incombono sulle periferie ovest della città: dalla demolizione (effettuata) delle scuderie del trotto a quella minacciata dello stadio Meazza, dalla vendita delle ex scuderie liberty De Montel per farci una spa di lusso ai progetti che incombono sull’Ospedale San Carlo e la ex Piazza d’armi. Sono diverse le tappe del racconto che ci piacerebbe condividere in occasione di una pedalata il prossimo sabato 8 maggio.

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Operazione Scalo Romana: un altro pezzo di città fondato sul nulla

“Valle Urbana – Gigantesco prato – Foresta sospesa – Esperimento di nuove intersezioni tra mondo naturale e mondo dell’artificiale”….spostiamo indietro le lancette del tempo di un decennio, cambiamo alcuni termini e la location, ma sembra di riascoltare la narrazione tossica che ha preparato Expo 2015, ora traslate sulle Olimpiadi. A ricalcare ulteriormente, il sogno dei “10 milioni di visitatori” che s’immagina il capo cordata dell’operazione “Scalo Romana” – Manfredi Catella di Coima. E’ “la Milano di domani” rinforza colui che del greenwashing e della propaganda sulla città con la miglior qualità della vita facendo il suo brand, Beppe Sala. Ciò su cui punta per recuperare quella regressione all’epoca pre-Expo, in termini di PIL, che il Covid-19 ha imposto alla “Milano Città-Stato”, con terrore della sua alta borghesia (im)produttiva.

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Bre.Be.Mi. o dell’estrattivismo lombardo

Era il 2012 quando denunciavamo, con la rete NoExpo, che la Brescia-Bergamo-Milano (Bre.Be.Mi.) era un regalo ai privati e a Banca Intesa, grazie a un project financing garantito dallo Stato e dalla finanza pubblica, nonché una minaccia per il futuro agricolo dei territori. Negli anni i debiti accumulati, per traffico inferiore a quello preventivato ed errori di investimento, hanno confermato le previsioni. Ora un’inchiesta di Wolf Bukowsky conferma che la Bre.Be.Mi. ha uno scopo a cui forse nemmeno i suoi ideatori avevano pensato: modificare la natura di un territorio e renderlo terra di conquista per nuovi investimenti.

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Prepararsi alle Olimpiadi 2026 in tempi di pandemia: sacrificare la salute pubblica per il grande evento

Con il suo ultimo atto, il Governo Conte varando il Decreto CONI ha salvato sicuramente la faccia nei confronti del CIO e del mondo sportivo nazionale, ma ha soprattutto garantito al Comitato Organizzatore e alla Fondazione Milano-Cortina i 500 milioni di finanziamento del CIO per la realizzazione dei giochi olimpici invernali del 2026. 

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