Scandaglio #N3: “Dis/avventure di un rider milanese”

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L’8 ottobre per un attimo la coltrina di fumo e nebbia che avvolge i lavoratori sfruttati, sottopagati e precarizzati si è tinta di rosa shocking. Sotto ai riflettori della società dis-social, da un corridoio di luce, sono spuntati i rider di Foodora con le loro biciclette, le sacche brandizzate, i caschetti, le bandiere del Deliverance Project.

Sfilando per le strade di Torino, questi bike workers hanno preso parola raccontando a tutta la città prima e a tutti gli altri lavoratori dopo, una storia che era molto diversa da quella che raccontava la loro azienda, una narrazione fatta di cibo gourmet e di innovazione digitale, di economia di comfort, di startapp, di “messa a disposizione” e di meritocrazia. Quello che ci hanno restituito questi simpatici, quanto sfuggenti, lavoratori in sella, che tutti vedevano ma che nessuno aveva notato sino ad allora, è stata la fotografia delle loro condizioni di lavoro, di subalternità e di ricatto, dietro ai nuovi dispositivi di controllo, usati nei nuovi modelli di organizzazione del lavoro.

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Dal Jobs Act alla Gig Economy, e adesso?

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La generalizzazione della condizione precaria ha portato non tanto alla diffusione del precariato, come si vaticinava in passato, quanto alla precarizzazione strutturale del lavoro. Ambito trasformato, in un regime di totale dismissione del diritto e della tutela, in un’estensione a tappeto del controllo sociale. Dal Jobs Act al fallimento dello sciopero sociale verremo traghettati verso una nuova dimensione dello sfruttamento del lavoro salariale, che ha visto nella mobilitazione dei rider di Foodora a Torino, e la consequenziale esplosione mediatica di quel caso, l’occasione propizia per raccontare le nuove forme di estrazione del valore in seno alla fortuna delle imprese innovative che agiscono nel settore dei servizi “on demand” attraverso l’ausilio di piattaforme digitali, fenomeno specificatamente metropolitano. Leggi tutto “Dal Jobs Act alla Gig Economy, e adesso?”

Scandaglio n.2,5 | Strumenti per raccontare territori resistenti

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Il tema del mese di novembre di #scandaglio è il territorio, inteso come spazio connotato dalla dialettica tra nocività, resistenza e promozione di progetti liberanti.

Se il lab.aperto ci porterà questo giovedì alla scoperta del progetto di riapertura del Naviglio Martesana https://www.facebook.com/events/657032021132438/ il quarto giovedì del mese sarà dedicato ad un incontro/tavola rotonda a più voci. Leggi tutto “Scandaglio n.2,5 | Strumenti per raccontare territori resistenti”

JeanPierre Garnier: diritto alla città o metropolizzazione?

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Lieti di ospitare l’urbanista libertario e sociologo “Jean-Pierre Garnier”, per chi non lo conoscesse date una sbirciata qui https://fr.wikipedia.org/wiki/Jean-Pierre_Garnier_(sociologue) in occasione del suo tour internazionale.
In via del tutto eccezionale l’incontro (una sorta di speciale all’interno del ciclo di #scandaglio) si terrà di martedì, sempre con apertivo mangereccio h19.30 e presentazione dalle 20.15. Leggi tutto “JeanPierre Garnier: diritto alla città o metropolizzazione?”

Riapriamo i navigli? Mah, ne parliamo a #scandaglio

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La  puntata n.3 di #scandaglio ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta del nuovo progetto di riapertura del Naviglio Martesana in centro città.

Attraverso una mescolanza di linguaggi che spaziano dal video alla ricerca sugli open-data del Comune abbiamo avviato il laboratorio di ricerca sul tema e questo giovedì presenteremo il secondo manufatto del percorso. Leggi tutto “Riapriamo i navigli? Mah, ne parliamo a #scandaglio”