05.12 | Le grandi opere inutili a che servono?

Questo mercoledì saremo ospiti di un’iniziativa dell’Assemblea della Statale dal titolo Le grandi opere inutili a che servono?

Il nostro contributo a più voci costruirà un ponte semantico tra l’esperienza di critica ad Expo 2015, il suo ruolo per le trasformazioni urbanistiche e simboliche della città di Milano, e l’attuale candidatura alle Olimpiadi 2026.

Nel mezzo c’è, evidentemente, il legame insistente tra l’evento e l’economia delle grandi opere inutili, nocive e imposte, che rende possibile l’happening stesso.

La fine dell’uomo: un ciclo di sei appuntamenti al Piano Terra.

Scambio + convivio + cinema: un ciclo di sei appuntamenti all’insegna della fantascienza radicale. Una co-produzione M&C, Off Topic, UAU. Al Piano Terra di Milano, da gennaio 2019

13.01 | Evoluzione e catastrofe

h 18.30 | Incontro
Nell’era della sesta estinzione di massa, mentre completa il più grande ecocidio della storia planetaria, la specie umana ha iniziato la sua trasformazione verso il prossimo gradino dell’evoluzione. Questa volta, però, alla selezione naturale ha sostituito i più precisi e sofisticati mezzi dell’ingegneria genetica e della tecnologia dell’informazione. L’evoluzione verso la specie postumana implicherà non solo dilemmi etici, ma un nuovo patto di coabitazione tra i transumani e una biosfera a sua volta trasformata dalla geoingegneria.

Ne parliamo con Roberto Paura

h 20.00 | Convivio
Spaghetti dell’inizio della fine: carbonara con germogli di barbabietole

h 21.00 | Proiezione
Annientamento, di Garland, GB 2018 (115’) Leggi tutto “La fine dell’uomo: un ciclo di sei appuntamenti al Piano Terra.”

SCALO FARINI: il c.s. che annuncia la nostra “partecipazione”

SCALO FARINI: “Off Topic” entra a sorpresa nella partita per la definizione del Masterplan

Milano, 23/11/2018

 

 

Questa volta l’abbiamo fatta grossa, spingendoci più in là di quanto ci si aspetti da un laboratorio di attivismo e critica radicale della metropoli Milano. Abbiamo scavalcato mediatori e fanatici della dottrina neoliberista, buonismi di facciata dei primi e appetiti di profitto dei secondi, per proporci al tavolo con una proposta irriverente e al tempo stesso rigorosa nei confronti dei vincoli del bando pubblico.